Corriere, pubblicità mascherata con Mancini. Il Cdr al direttore: vigilare

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Il C.T. della nazionale, Roberto Mancini - Foto da https://www.flickr.com/

da Professionereporter.eu Nuovo episodio sull’invasione da parte del marketing e della pubblicità nel campo del giornalismo. Avviene -come è già capitato- al Corriere della Sera, dove il Comitato di redazione ha scritto al direttore Fontana per chiedere di “vigilare”. Oggetto della protesta un articolo con il Commissario tecnico della Nazionale, Roberto Mancini, in versione testimonial. Il Cdr si è mosso anche sull’onda delle proteste di numerosi colleghi e di numerosi lettori.

“Caro direttore -dice la lettera del Cdr- ci dispiace dover intervenire per segnalare l’ennesimo caso di invadenza del marketing sulle pagine del nostro giornale. Ieri, 10 giugno, sulle cronache nazionali del Corriere è stata pubblicata una pagina sul commissario tecnico della Nazionale Roberto Mancini che è palesemente un’inserzione pubblicitaria, nella quale viene con ridondanza messo in evidenza un noto marchio di moda, senza segnalarla come tale ai lettori. Che si tratti di pubblicità lo conferma l’inserzione, questa chiaramente pubblicata come tale, uscita oggi, con foto sempre di Mancini che indossa un capo del medesimo marchio di moda”. Il Cdr sottolinea la nuova frontiera del marketing e della pubblicità: un giorno l’articolo che parla del marchio con una forma giornalistica, il giorno dopo l’inserzione “classica” sullo stesso marchio.

“Siamo perfettamente consapevoli -prosegue la lettera- che in un momento difficile come quello che attraversiamo gli inserzionisti sono sempre i benvenuti e sappiamo pure come sia profondamente cambiata la comunicazione delle aziende. Detto ciò ci pare che in questo caso si sia andati oltre, come dimostrano le innumerevoli lamentele che ci sono arrivate dai colleghi e le reazioni di molti lettori sui social. Siamo certi che tu vorrai cogliere lo spirito costruttivo di questa nostra mail e che converrai con noi sulla necessità di una maggiore vigilanza per tenere separati i contenuti giornalistici da quelli pubblicitari. Un caro saluto”