Corriere, tre eletti nel Cdr senza essere candidati: così non accettiamo. Si rivota

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La sede del Corriere - Foto: Giovanni Dall'Orto Wikimedia Commons

da Professionereporter.eu Elezioni del Comitato di redazione con ripetuti colpi di scena, al Corriere della Sera. Elezioni prima rinviate, poi effettuate e ora probabilmente di nuovo convocate. Tutto nel giro di un mese.

La storia comincia quando i cinque in carica, Alfio Sciacca, Paolo Ottolina, Cesare Giuzzi (Milano), Virginia Piccolillo e Maria Rosaria Spadaccino (Roma) completano il loro mandato, dopo due anni, a settembre. Elezioni convocate per il 7 ottobre, ma a Milano non si trova nessuno che voglia candidarsi. Crisi di fiducia (generale, non solo al Corriere) della rappresentanza collettiva, ruolo diventato molto faticoso, stretto fra aziende che vogliono solo tagliare, direzioni spostate sulle Aziende, redazioni impaurite. Le elezioni vengono rinviate di due settimane. Si provano a convincere i tre uscenti, Sciacca, Ottolina, Giuzzi. Ma non intendono proseguire l’esperienza, che -caso raro – ha lasciato giudizi positivi.

Quattro donne – Dopo due settimane, ancora niente candidati, dunque. Al voto si deve andare, ormai, e la redazione in modo ufficioso si accorda su alcuni nomi ritenuti validi. Vengono elette quattro donne, le due di Roma che, a differenza degli altri tre, si sono ricandidate e a Milano Giuditta Marvelli e Rossella Verga. Unico uomo, Biagio Marsiglia. A Milano hanno espresso il voto 178 redattori su 291 aventi diritto, con una percentuale dei votanti del 61 per cento, a Roma 17 su 37 per la Redazione romana (45 per cento) e 12 su 25 (48 per cento) per la Cronaca.

Come per le recenti elezioni amministrative si può registrare un forte calo dell’affezione al voto.

Precedente esperienza – Degli eletti a Milano, solo Marsiglia, unico uomo, ha una precedente esperienza sindacale, mentre le due elette a Roma facevano parte del Cdr uscente e avevano fatto parte anche di precedenti Cdr.

Per gli articoli 2 e 12 è eletta Silvia Nani, con 5 preferenze su 8 votanti e 8 aventi diritto.

Ma non è finita. I tre milanesi il giorno dopo la proclamazione scrivono una lettera ai colleghi: ringraziano per la fiducia ma non possono accettare l’incarico. “Siamo stati eletti senza essere candidati, una circostanza lecita secondo i regolamenti che però ci lascia a disagio e impedisce alla rappresentanza sindacale del Corriere di avere il consenso ampio, più che mai necessario in questo momento”. Sono pronti quindi a farsi carico di esigenze non rimandabili nei prossimi giorni, ma annunciano la convocazione di un’assemblea a breve “per discutere insieme le cose da fare nell’immediato futuro”. Chiederanno all’assemblea di indire nuove elezioni entro dieci giorni e si dicono in ogni caso disponibili a candidarsi. Insomma, no all’elezione a sorpresa, sì a una scelta più consapevole da parte di tutti.

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