Covid e vaccini. In rete è boom di fake news: +136% in tre mesi

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Foto di PIRO4D da Pixabay

Sul web spopolano fake news e disinformazione su vaccini e pandemia: tra marzo e maggio è l’infodemia, soprattutto social, è cresciuta del 136%. Lo rivela uno studio stilato dalla Fondazione Mesit – Fondazione per la medicina sociale e l’innovazione tecnologica appena diffuso. Il report, realizzato in collaborazione con Reputation Manager, società di riferimento in Italia nell’analisi e gestione della reputazione, e con il Eehta-Ceis dell’Università Tor Vergata di Roma, ha analizzato tra novembre 202O e maggio 2021 oltre 147mila contenuti online relativi ai vaccini anti Covid, circa mille al giorno.

Stilando una classifica delle bufale, la categoria nella quale ricorrono più frequentemente è quella legata alla pericolosità degli effetti dei vaccini (49.3%). La seconda riguarda la natura sperimentale dei sieri (18,2%), usata per diffondere paure su possibili effetti catastrofici nel lungo periodo della campagna vaccinale. Molto gettonati anche i post sulla composizione del vaccino (11,3%) e sugli interessi economici delle case farmaceutiche produttrici (10,9%). Più distaccati, in termini di volumi, i dibattiti sugli effetti dei vaccini sul dna (4,3%), con una delle fake news più ricorrenti che tenta di persuadere gli utenti sul fatto che il vaccino sia, una terapia genica o possa causare modifiche del patrimonio genetico. Chiude un evergreen dei No vax: la presunta correlazione tra vaccino e autismo.

Dallo studio, che analizza per la prima volta le dimensioni del fenomeno delle fake news in Italia, emerge che sarebbero 909.000 gli italiani che seguono regolarmente siti, blog o gruppi Facebook e Telegram, su epidemia e vaccini. Di essi, quelli che darebbero retta siti o blog apertamente no vax sarebbero la metà (457.000. Su Facebook sono stati censiti 186 gruppi a tema vaccini, con 718.000 iscritti, saliti del 31% nel periodo marzo a maggio 2021. Su questi gruppi, i “fans” di pagine no vax, sarebbero 417.000. Su Telegram si segnalano 27 canali e 5 gruppi sui vaccini che totalizzano 191.000 membri, ma in tal caso il loro aumento è limitato a un +8%. Nello specifico dell’orientamento no vax, tuttavia, l’aumento è stato del 135%.

Secondo Marco Trabucco Aurilio, professore di Medicina del lavoro dell’Università del Molise e consigliere di amministrazione della Fondazione Mesit, “i dati ci dimostrano quanto sia pericoloso e diffuso un altro virus. Le fake news, specialmente quando si tratta di salute, contagiano milioni di cittadini attraverso i social e gli strumenti digitali. Una pandemia nascosta che crea danni enormi e che, pur se digitale, ha un costo altissimo in termini di vite umane nel mondo reale. La lotta alla disinformazione, per tale ragione, deve diventare una priorità delle istituzioni al loro livello più alto. Altri Paesi, in primis gli Stati Uniti, hanno messo in campo risorse e strumenti operativi di contrasto, in Italia siamo in forte ritardo”.

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