Crisi Inpgi. Dal tavolo tecnico spunta l’ipotesi di allargare a grafici e poligrafici

0
484
La sede del Inpgi, l'Istituto Nazionale di Previdenza dei Giornalisti Italiani "Giovanni Amendola" in via Nizza. - Foto da ufficio stampa Odg

AAA cercasi disperatamente contribuenti. L’ultima idea per salvare l’Inpgi, l’ente previdenziale dei giornalisti sull’orlo del baratro è l’allargamento della platea di iscritti a grafici e poligrafici. Sarebbe questa la soluzione emersa dal tavolo tecnico composto da rappresentanti dei ministeri del Lavoro, dell’Economia, della presidenza del Consiglio dei ministri, dell’Inpgi e dell’Inps, che ha iniziato i lavori martedì scorso (7 settembre) e che dovrà trovare la soluzione entro il 20 ottobre prossimo.

Salvi i comunicatori – Tirano un sospiro di sollievo i comunicatori che a lungo sono stati la categoria individuata dall’ente e dal Governo per allargare il numero dei contribuenti e mettere i conti Inpgi in sicurezza. Una soluzione avversata fin dall’inizio dalle associazioni di categoria dei comunicatori che, a questo punto, sembrano aver ottenuto quanto chiedevano: restare tra i contribuenti Inps.

Sarà questa la soluzione che salverà la cassa previdenziale dei giornalisti? Guardando i numeri di grafici e poligrafici, riportati dal Sole 24Ore, sicuramente queste categorie di lavoratori sono più facilmente quantificabili e circoscrivibili. Parliamo di 80mila grafici, e di circa 2100 poligrafici. Numeri che si riducono di molto se si guarda esclusivamente al comparto editoriale.

Basterà il trasferimento di questo manipolo di contribuenti nella famiglia Inpgi per ripianare un rosso che nell’ultimo bilancio è arrivato a 242 milioni di euro? E soprattutto grafici e poligrafici saranno contenti di trasferire i loro versamenti dall’Inps all’Inpgi?

Entrambe le risposte arriveranno dal tavolo tecnico guidato dal sottosegretario all’editoria Giuseppe Moles, che recentemente ha dichiarato di “essere aperto a ogni soluzione” e che “farà di tutto per salvare l’Inpgi”. C’è tempo fino al 20 ottobre per portare soluzioni al tavolo. Per l’ente previdenziale di Via Nizza, invece, il tempo scadrà il 31 dicembre di quest’anno, quando terminerà l’ultima proroga al suo commissariamento. Dopodiché, se non si troverà un modo per salvarla, è molto probabile che l’Inpgi confluisca nell’Inps tornando nell’alveo dell’ente previdenziale pubblico. Soluzione a cui il presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, si è detto “disponibile” per la prima volta a Giugno scorso nel corso di un’audizione in Commissione parlamentare di controllo sugli enti di previdenza. Ipotesi poco gradita ai vertici Inpgi perché lesiva dell’autonomia della categoria.

Insomma, la situazione è molto intricata, gli interessi in gioco sono diversi ed il tempo stringe. Per Moles ed il tavolo di tecnici che dirige il lavoro sarà ancora molto lungo.

Approfondimenti