Crisi Inpgi. Tridico: “Inps pronta all’assorbimento” e dice no allo spostamento dei comunicatori. Macelloni stupita

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Il presidente dell'Inps, Pasquale Tridico - Foto da streaming

L’Inps è pronta ad intervenire per salvare le pensioni dei giornalisti. Come, lo ha spiegato il presidente dell’istituto, Pasquale Tridico, ascoltato in audizione ieri alla Commissione bicamerale sugli enti di previdenza: assorbendo l’ente previdenziale di via Nizza come fatto in passato con Scau, Enpals, Ipost, Inpdap, “ovviamente adeguatamente sostenuti per il disavanzo che l’Inpgi si porta dietro” ha specificato Tridico. Il presidente della cassa pubblica ha aggiunto che la disponibilità c’è, un’interlocuzione è in corso, “però non vogliamo fare interferenze in un settore delicato come quello dei media”.

Bocciato l’ampliamento ai comunicatori – Una cosa, però, è certa “non vorremmo una migrazione di contribuenti dall’istituto verso Inpgi anche perché spostare 17mila comunicatori oggettivamente non sarebbe la soluzione”. Tridico ha, dunque, bocciato l’ampliamento della platea contributiva dell’Inpgi considerata la vera possibilità di salvezza per i conti della cassa che nell’ultimo bilancio hanno fatto registrare un buco difficilmente sanabile di oltre 242 milioni di euro.

Macelloni stupita – Parole che non hanno fatto piacere alla presidente dell’Inpgi, Marina Macelloni che ha risposto a Tridico dicendosi stupita nell’apprendere dell’esistenza di una interlocuzione che non vede però partecipe il soggetto interessato, cioè l’Inpgi. Inoltre secondo Macelloni “il Presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, dichiara di non voler interferire nell’autonomia della Cassa di previdenza dei giornalisti ma, allo stesso tempo, ancora una volta, fa di tutto per sabotare ogni possibile soluzione strutturale alla situazione di grave crisi dell’Inpgi”. La presidente dell’istituto previdenziale dei giornalisti ha voluto anche ricordare che: “consentire l’allargamento della platea, peraltro previsto da una legge dello Stato a partire dal 2023, non è una migrazione di contribuenti e non è una soluzione inadeguata”. Anzi “dalle proiezioni attuariali fatte elaborare dall’ente emerge chiaramente che l’unica soluzione strutturale in grado di ripristinare l’equilibrio economico finanziario della gestione è esattamente costituita dall’ingresso di nuovi contribuenti. Soluzione tra l’altro che non prevederebbe nessun onere diretto a carico dello Stato, diversamente da quanto ipotizzato dal Presidente Tridico, che per poter assorbire l’Inpgi, ha già formalizzato l’esigenza di ulteriori stanziamenti economici a carico delle finanze pubbliche”.

Molto più possibilista la reazione del presidente della Commissione bicamerale, Tommaso Nannicini, che ha dichiarato: “le comunicazioni del presidente Tridico ci aiutano nel ragionamento sul futuro dell’Inpgi. Il primo elemento è che ogni ipotesi di allargamento della platea degli iscritti dovrà tenere conto non solo della reale volontà delle lavoratrici e dei lavoratori coinvolti, ma anche degli effetti di questa prima ipotesi sulle casse dell’Inps. Il secondo elemento è che l’Inps è pronta ad assorbire l’Inpgi, anche con i necessari elementi di gradualità, qualora questa seconda ipotesi dovesse prevalere per dare una risposta strutturale all’adeguatezza delle pensioni dei giornalisti, che resta il nostro obiettivo prioritario”.

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