Crisi Inpgi, Verna (Odg): “Stato garantisca pensione a tutti, anche ai giornalisti”

0
680
Il presidente dell'Ordine dei giornalisti, Carlo Verna. Foto da streaming

Nella conferenza stampa di fine anno il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha auspicato, per risolvere la grave crisi finanziaria in cui versa l’Istituto nazionale di previdenza dei giornalisti, “che si allarghi la base della platea contributiva ai comunicatori e si riesca a costruire un equilibrio finanziario ed economico che consenta all’Inpgi di camminare con le gambe proprie”. Il presidente dell’Ordine dei giornalisti, Carlo Verna, a questo proposito ha parlato invece di “una garanzia pubblica” per mettere in sicurezza le casse previdenziali dell’Inpgi. AdgInforma.it gli ha chiesto se è d’accordo con la proposta del Premier.

È una materia che riguarda l’Inpgi – ha premesso Verna. Io ribadisco da presidente dell’Ordine dei giornalisti il mio appello generale: tutti i lavoratori, e quindi anche i giornalisti, hanno diritto alla pensione. È come un casco, un’assicurazione che la Costituzione mette in testa a tutti noi con l’articolo 38. I giornalisti versano i contributi e come tutte le categorie hanno diritto alla pensione”.

Ma l’inpgi è un istituto privatizzato. “I diritti maturati in una vita di lavoro – con contributi obbligatori previsti dalla legge – non possono essere depauperati perché il settore dell’editoria è caduto in una crisi profonda. Se gli agenti di commercio, sopraffatti dall’e-commerce, vanno in crisi, che fanno perdono le pensioni? Il mondo del lavoro è in continua evoluzione, alcuni settori nascono, altri muoiono. La carta costituzionale – ha aggiunto Verna – deve garantire tutte le professioni, anche i giornalisti. E lo Stato ha l’obbligo di vigilare sulle casse privatizzate”.

Quindi stai dicendo che lo Stato con uno stanziamento ad hoc deve ripianare il bilancio dell’inpgi? “Non c’è alcun dubbio, lo Stato deve metterci i soldi”.

E sull’apertura ai comunicatori che pensi? “Ribadisco, non sta a me entrare nel merito. Io devo sottolineare una preoccupazione della categoria e motivare il riconoscimento di diritti maturati”. “Ai comunicatori – ha concluso Verna – posso dire solo che se vogliono sedersi a un tavolo in cui, oltre all’elenco dei professionisti e dei pubblicisti, si profila la nascita di un terzo elenco dei comunicatori, le nostre porte sono aperte”.

Approfondimenti