Cyber-securitity. L’Ue lancia lo scudo informatico contro le interferenze straniere

0
202
cyber-security
L'Ue progetta uno scudo informatico contro gli attacchi di paesi stranieri

L’Unione europea si difende dagli attacchi informatici dei paesi stranieri; lo fa lanciando il piano di uno “scudo informatico europeo” per proteggere i siti istituzionali e non solo.

“Abbiamo registrato un numero crescente di attacchi hacker negli ultimi tempi – ha affermato il vicepresidente della Commissione europea Margaritis Schinas presentando il cyber-scudo – che hanno dei target molto sensibili come infrastrutture sanitarie, e istituzioni dell’Unione europea e altre agenzie. C’è ormai consapevolezza che siamo sotto costante attacco e dobbiamo sviluppare le armi giuste per difenderci”. “È finita l’era dell’innocenza europea” di fronte agli attacchi elettronici stranieri ha proseguito Schinas che ha sottolineato come l’Unione sia pronta a usare tutte le sue “risorse e competenze” per rispondere alle minacce informatiche: “non esiste più una distinzione tra minacce online e offline, le minacce digitali e fisiche sono intrecciate”.

Il nuovo scudo, come riporta Alberto D’Argenio su Repubblica “sarà finanziato con 2 miliardi del bilancio Ue oltre che dai soldi del Recovery Fund lanciato per rispondere all’emergenza Covid: 134 miliardi del Fondo andranno al digitale e la Ue esorta le capitali a usarli anche per la sicurezza elettronica”.

Lo scudo, anche se dalla Commissione europea non lo dicono apertamente, servirà per difendersi soprattutto dalle “intrusioni” informatiche di Cina e Russia, colpevoli di molti dei cyber-attacchi subiti dai paesi dell’Unione.

Nell’idea del promotore del piano, Margaritis Schinas, lo scudo sarà organizzato attraverso un network di centri per la sicurezza informatica, supportati dall’intelligenza artificiale, che saranno in grado di prevenire e rispondere tempestivamente agli attacchi. Si punterà sul cosiddetto machine learning, ovvero l’apprendimento autonomo delle macchine grazie al quale gli europei puntano a individuare segnali di “attacchi informatici imminenti”.

In gioco c’è la sicurezza e l’autonomia strategica del continente, tema centrale per l’Unione. In questo senso va anche la proposta di un regolamento per mettere in sicurezza l’internet delle cose, ovvero la rete che connette gli oggetti: saranno protetti ospedali, reti energetiche, data center, pubbliche amministrazioni, laboratori di ricerca. In questo modo la protezione fisica degli obiettivi sensibili sarà allineata a quella digitale.

Chi verrà scovato sarà sanzionato grazie al rafforzamento “dell’arsenale diplomatico informatico dell’Ue” assicurato dall’Alto rappresentante per la politica estera europea, Josep Borrell. “Abbiamo un regime di sanzioni già attivo – ha ricordato Borrell – e utilizzato a luglio e ottobre, contro 4 organizzazioni supportate da Russia, Cina e Nord Corea”. Borrell ha inoltre rivolto un inviato al Consiglio Ue affinché si possano prendere decisioni sulle sanzioni a maggioranza qualificata per accelerare e rendere più efficace il sistema.

L’esecutivo Ue intende anche rafforzare la cooperazione con organizzazioni internazionali e Paesi terzi per assicurare uno spazio internet sicuro a livello globale. E già si parla di una possibile una cooperazione con la Nato.

Approfondimenti