Da Bruxelles un monito alla Francia perché tuteli la libertà di stampa

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Immagine d'archivio - Gendarmerie Nationale

La Commissione Europea ha oggi risposto ad una interrogazione circa la legge sulla sicurezza su cui la Francia sta lavorando, affermando che i mezzi d’informazione devono essere in grado di “lavorare liberamente”, come scrive l’Afp.

I giornalisti francesi e i fautori della libertà di stampa protestano da giorni contro il disegno di legge, che limiterebbe di fatto il diritto di fotografare o riprendere le forze dell’ordine nell’espletamento delle loro funzioni.

“La Commissione non commenta su leggi ancora in lavorazione, ma non occorre sottolineare che in un momento di crisi è più importante che mai far sì che i giornalisti possano svolgere il proprio lavoro in libertà e totale sicurezza”, ha commentato ai microfoni dell’AFP il portavoce dell’Unione Europea Christian Wigand.

“Come sempre accade, la Commissione si riserva il diritto di esaminare la proposta di legge definitiva per verificare che sia conforme alle norme europee”, ha aggiunto.

Venerdì scorso, il Parlamento francese ha approvato una modifica alla legge sulla sicurezza, in cui compariva un emendamento che avrebbe trasformato in atto criminale la pubblicazione di immagini di agenti di polizia con l’intenzione di minare la loro “integrità fisica o psicologica”.

In pratica, questa legge limiterebbe la pubblicazione di foto o video dei volti degli agenti di polizia nell’espletamento dei loro doveri in luoghi pubblici, e in molti casi il viso degli agenti dovrebbe essere oscurato.

Le associazioni della stampa affermano che questo autorizzerebbe la polizia a vietare ai giornalisti di svolgere il proprio lavoro e potenzialmente di documentare abusi perpetrati dalle forze di sicurezza.

Anche i membri di movimenti di protesta come i “Gilet Arancioni” e “Extinction Rebellion”, che hanno subito una violenta reazione della polizia durante le manifestazioni di piazza, hanno denunciato la bozza di legge.

L’articolo 24 della proposta di legge prevede la reclusione fino a un anno e una multa di €45.000 per la pubblicazione di immagini ritenute dannose dagli agenti di polizia, ma le forze dell’ordine insistono nel ripetere che non intendono colpire la libertà di stampa.

Al contrario, – sostengono –  la preoccupazione è per le campagne sui social media che esporrebbero a rischio i singoli agenti.

Le forze dell’ordine sono esposte ad un grave rischio personale nello svolgimento delle proprie mansioni, e sono molti gli agenti feriti durante scontri con manifestanti negli ultimi anni.

Un attacco ad una stazione di polizia fuori Parigi il mese scorso ad opera di decine di persone armate di barre d’acciaio e oggetti incendiari ha spinto il Governo a ricorrere a misure severe.

“Tutelare la sicurezza degli abitanti dell’Europa è una priorità per la Commissione e lavoriamo a stretto contatto con gli Stati membri”, ha detto Wigland.

“Nel delineare le proprie leggi sulla pubblica sicurezza, gli Stati membri devono rispettare il principio della proporzionalità e trovare il giusto equilibrio fra il garantire la sicurezza generale e proteggere i diritti e le libertà civili dei cittadini, incluse la libertà d’espressione, la libertà di stampa, la libertà d’associazione, la privacy e l’accesso alle informazioni”.