Da Facebook e Instagram libertà di scelta sui “like”. Decideranno gli utenti se mostrarli o no

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Foto di Naji Habib da Pixabay

Like visibili si, like visibili no. Decideranno gli utenti. Alla fine Facebook e Instagram hanno deciso di lasciare la scelta agli utenti. La decisione di nascondere il numero di “mi piace” sotto ai post era stata testata dal 2019 soprattutto per evitare quella corsa al like che distoglie l’attenzione dai contenuti e tutte le conseguenze che questo portava. Ora arriva l’annuncio della parziale retromarcia della società di Palo alto. La scelta sarà dei singoli utenti che potranno potrà dunque decidere se nascondere il numero dei ‘like’ su tutti i post del proprio flusso di notizie su Instagram e Facebook e anche se nascondere il numero dei “mi piace” sui propri post.

“In questo periodo di test abbiamo scoperto che il comportamento degli utenti non è cambiato, ma abbiamo avuto reazioni forti, alcune positive, alcune negative. È stata una decisione polarizzante, così abbiamo deciso di dare a tutti la possibilità di scegliere”, ha detto Adam Mosseri, capo di Instagram ad Ansa.

“Quello che è emerso, confrontandoci con le persone e con gli esperti” scrive la società in una nota, “è che se per alcuni non vedere il numero di like era positivo, ad altri la cosa non piaceva, anche perché questi parametri sono usati dalle persone per avere un’idea dei contenuti più trendy e di successo. Per questo abbiamo deciso di dare a tutti la possibilità di scegliere”.

La novità sarà introdotta a breve su entrambi i social network, ma verrà inaugurata prima su Instagram. Qui la scelta sui “mi piace” potrà essere presa dalla nuova sezione che si chiama proprio ‘Post’, presente nelle Impostazioni. “Abbiamo lavorato con esperti indipendenti per capire come dare maggior controllo e consapevolezza alle persone e contribuire così a creare un’esperienza più positiva su Instagram”, ha aggiunto Mosseri.

Instagram per gli under-13 – Mosseri, è poi tornato sul progetto di Instagram per gli under 13 che ha scatenato polemiche. “Per ora non abbiamo un piano – ha precisato -. Ma penso, da padre, che se un ragazzino al di sotto di quella età voglia stare su una piattaforma social è meglio ci sia il controllo e la supervisione di un genitore. È giusto ci siano delle critiche, ma è nostra responsabilità pensare ad un prodotto sicuro e trasparente”.

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