Dal 2019 tutto il bouquet free Mediaset torna su Sky

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Detto fatto. Pier Silvio Berlusconi lo aveva annunciato alla presentazione dei palinsesti autunnali a Montecarlo: “Canale5 tornerà sul telecomando Sky da settembre, e se gli accordi procederanno senza intoppi Italia1 e Rete4 faranno la loro ricomparsa a gennaio 2019”. L’ad Mediaset è stato di parola, e dopo il bouquet Premium (sbarcato su Sky il 27 aprile scorso) e Canale 5 (dal 5 settembre scorso), da gennaio 2019 – stando ai boatos che si rincorrono ormai da giorni sulla Rete – tutto il bouquet Mediaset (ad eccezione dei canali per bambini che non sono made in Cologno) torna su Sky. Il tutto – dopo tre anni di criptaggio integrale (a partire dall’8 settembre 2015) – “gratis” e senza nessun pagamento dei diritti di ritrasmissione. In casa Mediaset e Sky negano che la cosa sia ufficiale. E in effetti di comunicati le due aziende non ne hanno diramati. Ma a conferma delle indiscrezioni, già circolano anche i numeri dei canali.

Posti d’onore per le tre reti generaliste del “Biscione”: Rete4 (canale 104); Canale5 (canale 105) e Italia1 (canale 106). Un po’ più defilati gli altri: 20 (canale 151); La5 (canale 159); Mediaset Extra (canale 163); Italia2 (canale 164); Top Crime (canale 168); Iris (canale 325); Focus (canale 428) e TGcom24 (canale 509). Si consolida, dunque, la pace tra Mediaset e Sky. Una strategia, ora che la battaglia pay è finita, necessaria a Cologno per dare spolvero al proprio brand e soprattutto per aumentare il proprio share tra un pubblico molto appetibile per gli inserzionisti.

Nel frattempo sono quasi dieci anni (dal 2009) che la Rai ha criptato i propri canali su Sky, rinunciando (all’epoca c’era il bouquet RaiSat) a un contratto da 50 milioni l’anno per sette anni. Cosa farà in materia il nuovo cda che si è appena insediato in Viale Mazzini? Di certo il fatto che a Rai4, alla scadenza del contratto del 14 settembre scorso, sia stato offerto dall’ad Andrea Zappia un canale dopo l’800 (tra le televendite) non è sembrato un segnale di distensione al nuovo board. Ma chissà che l’ad, Fabrizio Salini, non sappia ricomporre la “guerra” dei criptaggi con il nuovo ceo di Sky Italia, facendo rimettere nel cassetto alla pay satellitare anche il ricorso al Tar del maggio 2018.