Dal bilancio 2019 la conferma: a Sky non basta la pay tv

0
518
L'ad di Sky Italia, Maximo Ibarra. Foto dal profilo Twitter @MaximoIbarra

I conti in casa Sky con la pay tv non tornano più. Bisogna accelerare sul lancio dell’offerta per la telefonia. A Rogoredo questa mattina in filodiffusione risuona questo jingle. Non è chiaro se in italiano o in inglese. Ma dopo l’uscita dei dati di bilancio 2019, il segnale risuona forte e chiaro. I numeri li sciorina con dovizia di particolari su Italia Oggi Claudio Plazzotta. Ricavi per 3,29 miliardi (+10%), risultato operativo negativo per quasi 74 milioni, perdita di 41 milioni e abbonati a quota 5,195 milioni (di cui 4,53 milioni quelli residenziali) rispetto ai 4,855 milioni del 2018. Cresce il fatturato, insomma, aumentano (poco) gli abbonati e a pesare sono soprattutto i costi per l’acquisto dei diritti tv (+456 milioni) e i costi del personale (+38 milioni). I quasi 100 milioni di utili del 2018 sono solo un ricordo. E il mondo del calcio – alla ricerca di nuovi mercati e di nuove piattaforme – può cominciare a preoccuparsi…

UN MERCATO SATURO – Qualcuno in casa Sky, insomma, ha fatto male i conti. Erano convinti che l’esclusiva (quasi) assoluta del grande calcio (70% della Serie A, Champions League, Europa League e Premier League) avrebbe fatto decollare gli abbonamenti. Anche perché nel frattempo Sky ha cominciato ad ospitare la concorrenza (da Netflix a Dazn), è sbarcata sul digitale terrestre per ereditare le tesserine della moribonda Mediaset Premium, e sta semplificando l’offerta con Now tv. Ma l’obiettivo di raggiungere sette milioni di abbonati è una chimera. Ormai è chiaro che – anche a causa dei furbetti che guardano il calcio (e non solo) a scrocco – non è quello l’indice di saturazione della pay tv italiana. A Cologno lo hanno capito da tempo a proprie spese.

L’HUB DELLE CASE – Va cambiato il modello di business, insomma. O meglio, va declinato – come avviene Oltremanica – anche sulla Telefonia. Ecco perché stanno accelerando per l’offerta telefonica di Sky in Italia. “Tecnici, esperti di marketing, pubblicitari lavorano ventre a terra – scrive Aldo Fontanarosa su la Repubblica – per rispettare la scadenza di giugno 2020, quando scatterà l’ora zero per il lancio commerciale. Entro il primo semestre – ha detto l’amministratore delegato di Sky Italia, Maximo Ibarra, alla Luiss Business School – tutto dovrà essere pronto”. Sarà garantita banda larga – e ove possibile fibra – e nell’offerta ci sarà anche il numero fisso. “Saremo l’hub delle case e delle famiglie italiane” va ripetendo Ibarra che già ha in mente la campagna di comunicazione: “Non ti preoccupare, pensiamo a tutto noi, dalla tv al telefono”.

Approfondimenti