Dal New York Times alla Svezia, gli abbonamenti digitali salvezza dei giornali

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Il New York Times in formato digitale

Non tutta l’editoria è in crisi. Nel panorama di grandi difficoltà in cui versa il settore, soprattutto quello della carta stampata, c’è qualcuno che sembra aver trovato la formula per il successo. Si tratta del New York Times che marcia spedito verso i 10 milioni di abbonati. Obbiettivo che al quotidiano della grande mela si sono posti di raggiungere entro il 2025. I dati dell’ultima trimestrale dicono che sono sulla buona strada: tra luglio e settembre hanno raggiunto i 7 milioni di abbonati.

Ma qual è la formula del successo? La risposta potrebbe essere un altro dato emerso dai conti dell’ultima trimestrale: per la prima volta si sono registrati ricavi maggiori dai lettori online che da quelli per la carta stampata. Se da un lato i lettori che che continuano ad abbonarsi al formato cartaceo sono 831 mila, in calo rispetto all’anno scorso, le nuove sottoscrizioni al formato digitale sono in costante aumento: 393mila nell’ultimo trimestre, oltre 2 milioni nell’ultimo anno.

Il risultato di questo andamento è che i ricavi complessivi sono rimasti più o meno invariati con 426,9 milioni di dollari, ma quelli dagli abbonamenti online sono saliti del 34% a 155,3 milioni di dollari mentre quelli dagli abbonamenti alla carta stampata sono calati del 3,8% a 145,7 milioni. Per un utile che è raddoppiato a 33,6 milioni di dollari. In calo, invece, i ricavi pubblicitari che sono scesi del 30% a 79,3 milioni a causa della pandemia da Covid-19.

Un’altra dimostrazione che la digitalizzazione può rappresentare la salvezza per i giornali, soprattutto in questo periodo storico di incertezza, arriva dalla Svezia.

Dagens Nyheter, il quotidiano più prestigioso del paese scandinavo, quest’anno prevede di aumentare l’utile operativo di circa il 50%, il che corrisponde a circa 20 milioni di dollari. Un risultato, come scrive Richard Milne, sul Financial Times, che sarebbe il migliore anno degli ultimi 20. In netta controtendenza con lo scenario mondiale. Anche in questo caso il risultato è stato possibile grazie all’aumento degli abbonamenti digitali dall’inizio della pandemia.

“Questo ha a che fare con la digitalizzazione – ha detto l’editore Peter Wolodarski – Se si è ben posizionati in questo ambito, la pandemia non ha fatto che accelerare le tendenze esistenti”.

Un punto di vista confermato da Meredith Kopit Levien, Ceo del Ny Times che ha confermato come gli abbonamenti digitali “non saranno solo il motore centrale per la crescita dell’editore, ma alla fine diventeranno il suo più grande business”.

“La continua richiesta di giornalismo di qualità, originale e indipendente ci rende ancora più ottimisti sulle dimensioni del mercato totale degli abbonamenti digitali e sulla nostra posizione”, ha aggiunto la Levien, secondo cui entro 10 anni nel mondo ci saranno almeno 100milioni di persone con attive sottoscrizioni per le news online. La strada sembra segnata, la salvezza dei giornali passa dal digitale.

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