De Matteis Tortora: “In primis la qualità del lavoro Rai”

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*Il funzionario Rai Gianluca De Matteis Tortora*

Un dipendente Rai da candidare al cda che mettesse d’accordo quattro sindacati senza essere un sindacalista; un profilo gradito a funzionari, quadri, impiegati e operai (e quindi non un dirigente o un giornalista) ma allo stesso tempo a suo agio al settimo piano; una figura tecnica e di garanzia per la base ma che conoscesse le persone, gli uffici, i dossier e le dinamiche del vertice aziendale. La mission impossible è riuscita a Gianluca De Matteis Tortora: 42 anni, dal 2008 in Rai, funzionario delle relazioni istituzionali. È lui il candidato al cda Rai indicato da Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil e Ugl Informazione. LoSpecialista.tv, alla vigilia dell’inizio della sua campagna elettorale, lo ha contattato per sapere qual è il segreto della sua candidatura. “La verità – ha premesso De Matteis Tortora – è che mi hanno proposto la candidatura e sulla base di un progetto io ovviamente ho scelto di mettermi in gioco”. Che progetto. “Mantenere distinto il ruolo del sindacato da quello del consigliere d’amministrazione, in un contesto in cui altri sindacati stanno candidando i propri segretari. Dovevano cercare un profilo di garanzia per tutte le sigle, una figura tecnica, esperta delle dinamiche del cda, e che non fosse un giornalista o un dirigente. Il mio profilo metteva d’accordo evidentemente tutte queste esigenze”.

Facciamo un salto in avanti, entri nella Sala Orsello, qual è il primo punto della tua agenda? “Sicuramente un modello di partecipazione innovativo e complesso”. Ti riferisci alla condivisione dei progetti in cda? “No, il consigliere dei dipendenti è una figura nuova. Dovrà riuscire – ha spiegato De Matteis Tortora – a creare un filo diretto tra il vertice e i lavoratori. Siamo un’azienda grande con quasi 13mila dipendenti. Vorrei creare un modello di partecipazione in cui ci sia trasparenza e possibilità per tutti di avere una visione dei processi decisionali. L’ideale sarebbe che in qualche modo tutti partecipassero a questi processi”. Cosa hai in mente? “Immagino un consigliere che va in giro per le sedi Rai distribuite in tutta Italia, che incontra tutte le direzioni, tutti i sindacati e i movimenti rappresentativi dell’azienda, e che faccia sintesi sulle tematiche più importanti”.

C’è una materia sulla quale vorresti ti fosse affidata una delega dal cda? Qual è il talento che metti a disposizione dell’azienda? “Già oggi lavoro su tutti i principali dossier che arrivano in consiglio d’amministrazione”, ha precisato De Matteis Tortora. “Ho quindi un vantaggio. Inoltre al settimo piano sono a mio agio, conosco persone, uffici e dinamiche. Ma il mio chiodo fisso sarà la qualità del lavoro”. A che ti riferisci? “A un certo tipo di garanzie che i lavoratori devono avere: ambiente, salute, trasparenza, merito, diritti di genere, tutele, pieno utilizzo delle risorse interne, formazione, stabilizzazione dei tempi determinati, riduzione del precariato e così via”. Perché si parte da qui? “Perché è la via principale indicata dall’ultimo contratto di servizio firmato dalla Rai. Mi riferisco all’articolo 24, ‘gestione e sviluppo delle risorse umane’. Sono cose che dobbiamo fare, rispettare il lavoro Rai vuol dire adempiere ad un obiettivo di servizio pubblico”.

Avrai sei colleghi eletti dalla politica. Cosa consigli a chi dovrà sceglierli? “Auspico che il cda sia composto da persone di diversa estrazione professionale e orientamento culturale. Avrei paura di un cda con figure troppo simili, diventerebbe conflittuale”. Ma lo “scettro” in Rai lo avrà l’amministratore delegato. Lo preferisci interno o esterno? “Non ho preferenze. Spero solo che abbia esperienze del settore televisivo o dell’innovazione più in generale, così in poco tempo riuscirà a comprendere i meccanismi dell’azienda”. Questo cda non è riuscito a portare a termine la riforma dell’informazione, da dove si parte? “Un vero piano dell’informazione è un documento complesso, con al suo interno aspetti economici, tecnologici e editoriali. Prima bisognerà avere chiaro l’obiettivo della media company: un piano industriale e un piano editoriale. Il piano dell’informazione ne sarò la naturale conseguenza”. Mi stai dicendo che nel piano Verdelli mancavano le coperture? “Diciamo che mancavano valutazioni di natura economica complessiva in uno scenario obiettivamente difficile in cui ancora non c’era il nuovo contratto di servizio”. Ma perché un dipendente della Rai dovrebbe votare per te? “A differenza degli altri 14 candidati io non ho scelto di candidarmi. Faccio parte di un progetto che è più grande di me, e porto in dote le mie competenze. Chi vota me – ha concluso – vota per un’idea di partecipazione diversa”.