Deepfake: e la Regina… balla a casa mia!

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La Regina Elisabetta e il Deepfake di Channl4

Che TikTok fosse il social network del 2020 non è una novità, ma che lo abbia addirittura usato la immortale Regina Elisabetta II per il suo messaggio natalizio alternativo è qualcosa che dovrebbe far riflettere. Ovviamente la Regina in questione non è “quella vera”, che ha affidato il suo tradizionale messaggio natalizio a reti unificate come fa ormai da quasi 70 anni, ma un “deepfake” creato ad arte da Channel4 e diffuso sul web e sui social subito dopo il discorso della monarca:

Il video ha ricevuto commenti misti, soprattutto per il riferimento alle accuse di pedofilia contro il Principe Andrew, ma l’intento dell’emittente britannica non era affatto la parodia della monarchia e dei problemi della famiglia reale, quanto più un sonoro avvertimento sui rischi collegati alle nuove tecnologie digitali e al loro coinvolgimento nel proliferare delle fake news e della disinformazione. “Se vogliamo identificare un tema per il mio messaggio oggi”, dice la falsa Regina, “è fiducia. Fiducia in ciò che è genuino, e in ciò che non lo è”.

Il messaggio creato e trasmesso da Channel4 è stato creato da VFX studio Framestore, e manipolato utilizzando la tecnologia dell’intelligenza artificiale. Ecco quindi, una Regina Elisabetta che candidamente parla della “carenza di carta igienica” che ha permesso ai suoi sudditi di scoprire cosa significhi avere “una situazione difficile sul trono”.

Il clou del messaggio arriva quando la Regina, dall’alto dei suoi 94 anni, si lancia in una perfetta routine danzante in stile TikTok. “Il messaggio alternativo di quest’anno”, dichiara Ian Katz, direttore dei programmi di Channel4 citato da CNN, “apparentemente tenuto da uno dei volti più familiari e affidabili della nazione, è un potente monito affinché ricordiamo che non possiamo più fidarci di nostri occhi”.

Facciamo un passo indietro: cosa intendiamo per “deepfake”? I deepfake sono così chiamati perché utilizzano tecnologie avanzate d’apprendimento, una branca del machine learning che applica una simulazione di reti neurali a massicci set di dati, per creare un falso. L’intelligenza artificiale apprende perfettamente come un volto appare da diverse angolazioni, così da poter trasporre quel volto su quello di un altro, generalmente un attore, come se fosse una maschera digitale. E oggi, con app come FakeApp e DeepFaceLab, il deepfake è sempre più alla portata di tutti. Che dire di questo deepfake della (amata e compianta) principessa Leia in Star Wars: Rogue One creato da uno dei primi “maghi” del settore, Derpfakes?

I rischi del deepfake vanno ben al di là dei falsi video natalizi dal tipico humour dolceamaro inglese. Su Telegram, ad esempio, un bot di deepfake permette di spogliare le donne: talmente semplice da essere alla portata di chiunque voglia fare revenge porn. Come funziona? Basta inviare per chat la foto di una donna, e il bot, grazie al machine learning e all’intelligenza artificiale, sviluppa l’immagine di nudo. Ma funziona solo con le immagini femminili. Quando è stato scoperto, a ottobre 2020, aveva già fatto oltre 680.000 vittime, incluse delle minorenni, come rivelato da un’indagine dell’agenzia Sensity riportata da Business Insider.

E che dire di “Impressions”, di cui ha parlato Gaia Scorza Barcellona su Repubblica poco meno di un anno fa? Un’app iOS che permette di manipolare i videoselfie, trasformando la propria immagine in quella di un personaggio famoso. E possiamo citare come esempio un Renzi che appare in TV e insulta tutti (settembre 2019), Zuckerberg che avverte sul potere di chi controlla i dati (giugno 2019), un “Ritorno al futuro” manipolato da uno youtuber canadese (febbraio 2020), una Scarlett Johansson porno o una Nancy Pelosi ubriaca e balbettante (e qui ci sarebbe da aprire una parentesi su scam e gender shaming), Barak Obama che avverte sui pericoli del deepfake (ma è un deepfake, creato dall’attore Jordan Peele). Tranquilli, ci sono anche i tutorial su YouTube per creare deepfake efficaci in brevissimo tempo.

La chiamano “l’ultima frontiera delle fake news”, ma il vero rischio del deepfake è collegato a truffe e revenge porn: al di là della risata di un Trump calato in Breaking Bad (solo per citarne uno) o l’emozione di un ritorno in video di Salvador Dalì, i deepfake richiedono forse un approccio ancora più responsabile e consapevole. “…da un grande potere deve derivare anche — una grande responsabilità!”, scriveva Stan Lee nel n.15 della serie “Amazing Fantasy”, per l’esordio di Spider-Man. E questo sembrerebbe proprio il caso di dirlo.