Didattica a distanza: una scuola su tre senza Wi-fi

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Photo by Jeswin Thomas on Unsplash

Quello di Lorena Loiacono su Il Messagero è uno di quegli articoli che un genitore italiano non vorrebbe leggere mai. Alla vigilia di ulteriori restrizioni da parte di esecutivo e Regioni per l’avanzare incessante della pandemia (restrizioni che costringeranno soprattutto gli alunni delle superiori per il 50% alla didattica on line) si scopre infatti che in Italia “con internet la lezione non decolla, non parte proprio: una scuola su tre – spiega il quotidiano romano – ha problemi di connessione. Impossibile garantire 3 o 5 ore di lezione al giorno. Tutta colpa della Rete e della banda larga che, in Italia, non raggiunge scuole e studenti”. La beffa – si legge di seguito nel pezzo – è che “a differenza del primo periodo di lockdown, gli istituti hanno computer e tablet su cui poter contare. Ma si tratta di una disponibilità a metà, visto che in Italia la banda larga si fa attendere ancora troppo a lungo. E così il computer più di tanto non serve, non naviga”. E se la fibra manca nelle scuole, non è che nelle case degli studenti abbondi. Ecco la testimonianza di Mario Rusconi, presidente dell’Associazione nazionale dei presidi di Roma e Lazio: “Tante scuole hanno organizzato la didattica digitale da settimane ma, se i dispositivi ci sono, la fibra è presente in poche zone e non possiamo certo far seguire i ragazzi con la connessione del cellulare, per 4-5 ore al giorno”.

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