Digital Compass. Per l’Ue connessione ultraveloce e 5G per tutti entro il 2030

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Cavi di fibra ottica - Foto di PDPics da Pixabay

L’Unione europea punta al raggiungimento della “gigabit society” entro il 2030. In sostanza, Bruxelles pone come obiettivo quello di portare la connessione ad alta velocità in tutte le case europee entro 10 anni. Un progetto ambizioso che è contenuto nel Digital Compass 2030, il nuovo piano digitale appena pubblicato dalla Commissione europea e che rivede in meglio i vecchi target di copertura che prevedevano la copertura di tutte le famiglie a 100 Mbps estensibili a 1 Gbps entro il 2025. Il nuovo obiettivo, con cinque anni di tempo in più, punta di fatto a portare la connessione ultraveloce della fibra fino a casa (nella modalità FTTH Fiber to the home o in quella in FTTB Fiber to the building) in tutto il vecchio continente e a coprire tutte le aree popolate con il 5G.

Obiettivo fibra in tutte le case entro il 2030 – “Conseguire la connettività gigabit entro il 2030 è fondamentale” si legge nel documento in cui si sottolinea che i Paesi dovrebbero concentrare gli investimenti sulla connettività sostenibile fissa, mobile e satellitare di prossima generazione, che comprende “reti ad altissima capacità, tra cui il 5G, con l’allocazione rapida dello spettro e nel rispetto della sicurezza”. Un obiettivo che si raggiunge accelerando gli investimenti su connettività e alfabetizzazione digitale, accompagnando le aziende verso un utilizzo sempre più massiccio di cloud computing, big data e intelligenza artificiale e promuovendo i servizi digitali nell’amministrazione pubblica.

Gli altri obiettivi – Uno dei punti cardine del nuovo “Digital Compass” è l’alfabetizzazione digitale dei cittadini: “Entro il 2030 – scrive ancora Bruxelles -, almeno 1’80% dei cittadini adulti dovrebbe disporre di competenze digitali di base”, parallelamente al raggiungimento del numero di 20 milioni di specialisti impiegati nel settore delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (con un aumento del numero di donne operative nel settore).

E poi la transizione al digitale delle aziende che secondo la Commissione europea entro il 2030 dovrebbero utilizzare servizi di cloud computing, big data e intelligenza artificiale nel numero di tre su quattro. Con oltre il 90% delle Pmi che dovrebbe raggiungere almeno “un livello base di intensità digitale”.

Infine, per il Digital Compas sarà centrale anche il ruolo della pubblica amministrazione, per cui tutti i servizi pubblici principali dovrebbero essere disponibili online. In particolare tutti i cittadini dovranno aver accesso alla propria cartella clinica elettronica e l’80% dei cittadini dovrebbe utilizzare l’identificazione digitale.

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