Digital Market Act, anche le Big Tech dovranno sottostare agli obblighi della concorrenza

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I loghi delle big tech companies - Foto da Wikimedia Commons

Anche le grandi piattaforme online per distribuzione e vendita di libri, e-book e prodotti audiovisivi – come Amazon libri e Prime Video – devono sottostare alle regole del Digital markets act (Dma), il regolamento europeo che disciplina la concorrenza nei mercati digitali. Lo prevede un emendamento al Dma approvato dall’Europarlamento e promosso dall’Associazione italiana editori (Aie), dalla Federazione degli editori europei (Fep), dalla Federazione internazionale dei librai (Eibf) e da parte del comparto audiovisivo che chiarisce l’ambito di applicazione. Il testo del regolamento approvato il 15 dicembre dall’Europarlamento sarà discusso nel nuovo anno insieme a quello del Consiglio Europeo e a quello della Commissione, per arrivare alla versione definitiva.

Il regolamento prevede in capo ai gatekeepers, ovvero i soggetti in posizione dominante nell’economia digitale che mediano l’accesso degli utenti a contenuti, beni e servizi – dai marketplace, ai motori di ricerca e ai social network – particolari obblighi volti a contrastare pratiche sleali, tra cui la condivisione dei dati che possono contribuire a una maggiore trasparenza e conoscibilità del mercato, come quelli generati dalle transazioni e dall’accesso ai contenuti da parte degli utenti.

“Grazie all’emendamento approvato dall’Europarlamento – ha spiegato il presidente dell’Aie, Ricardo Franco Levi – rientrano tra i soggetti regolamentati dal Dma anche le grandi piattaforme per la vendita di libri a stampa e e-book il cui ruolo nel mercato librario è sempre più forte. Così si gettano le basi per un rapporto più equilibrato tra le case editrici e tali soggetti, contribuendo a una crescita del mercato sostenibile ed equa. Ringraziamo tutti gli europarlamentari che si sono spesi per questo risultato, in particolare l’ampissimo schieramento di parlamentari italiani dei gruppi Socialisti e Democratici, Conservatori e Riformisti europei, Identità e Democrazia, Verdi e non iscritti, che hanno dato parere positivo all’emendamento”.

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