Digitale in Italia. Il mercato ha sofferto la pandemia ma con Pnrr può tornare a crescere

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Marco Gay, Presidente di Anitec-Assinform - Foto da streaming

La pandemia ha fatto sentire i suoi effetti anche nel mercato digitale anche se il settore ha tenuto. E grazie alle risorse e le riforme contenute nel Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), le stime di crescita per i prossimi tre anni sono ottime e fanno guardare al futuro con ottimismo. A patto che il piano venga effettivamente attuato. Sono questi i risultati del rapporto annuale “Il Digitale in Italia 2021” (Vol.1) realizzato da Anitec-Assinform, l’Associazione di Confindustria che raggruppa le principali aziende dell’ICT in collaborazione con NetConsulting cube e presentato stamattina a Milano.

I numeri esposti dal presidente di Anitec, Marco Gay, dicono che a fine 2020 la spesa in beni e servizi digitali ha registrato un calo dello 0,6%, per un valore complessivo di 71,5 miliardi di euro. Sul fronte dei comparti tecnologici, la diminuzione più rilevante ha riguardato le componenti più tradizionali del mercato, come i servizi di rete (-6,4%) e la componente software (-2,3%). In controtendenza la spesa in dispositivi e sistemi (+1,3%), il mercato dei servizi ICT (+3,3%), i contenuti e la pubblicità digitale (+3,6). Si conferma inoltre la dinamica a due velocità già osservata negli scorsi anni, con la componente tradizionale del mercato ICT in calo (-1,9%) e quella dei Digital Enablers, che continua ad agire da motore del mercato (+7,1%).

Digitale a diverse velocità – Il 2020 ha inoltre accentuato il divario ancora esistente nell’adozione delle tecnologie digitali tra le aziende di medie e piccole dimensioni e le grandi organizzazioni, e tra le diverse aree geografiche. La spesa sostenuta dalle grandi imprese (+250 addetti) è aumentata (+1,4%), mentre quella sostenuta dalle aziende di medie dimensioni (50-249 addetti) e di organizzazioni più piccole (1-49 addetti) ha subito un calo (-2,4% per le prime, -5% per le seconde). Da un punto di vista geografico il mercato digitale italiano è localizzato prevalentemente nel Nord Ovest (35,2% dell’intero mercato) e nel Centro Italia (25,8%).

Le prospettive per il futuro – Già dal 2021, però, le stime più ottimistiche prevedono una crescita del mercato a un tasso medio annuo del 7,1% per il prossimo triennio. Ma dipenderà molto dalla piena attuazione del Pnrr che prevede circa 50 miliardi di euro per la digitalizzazione e dalle riforme previste per portare a termine la transizione digitale del Paese.

“Il Piano nazionale di ripresa e resilienza approvato nel mese di giugno 2021 è la cornice all’interno della quale dovremo incanalare gli sforzi – ha dichiarato Marco Gay -, per fare in modo che la trasformazione digitale si rafforzi e consenta di tramutare la ripresa in crescita”. “Prevediamo scenari positivi per il settore digitale – ha aggiunto – che nel 2024 potrebbe raggiungere quasi i 95 miliardi di euro”.

“Dai dati contenuti nel Rapporto – ha osservato ancora Gay – è evidente come, seppur con effetti e intensità diverse, in ogni settore l’industria digitale è stata infrastruttura servente. L’industria ICT del nostro paese ha giocato un ruolo chiave nel rendere possibile a PA, persone, imprese di non fermarsi ed ha potuto farlo grazie al suo dinamismo, alla sua estrema flessibilità e alla sua diffusa presenza lungo tutta la penisola e in ogni filiera produttiva. La crescita dell’e-commerce è l’indicatore più evidente di come le aziende abbiano cercato nuovi accessi ai mercati. L’utilizzo delle piattaforme di collaborazione – per la DAD e per il lavoro agile – ha comportato un’esplosione della domanda di servizi Cloud che seguirà nei prossimi anni. Un’accelerazione a tutte queste dinamiche verrà data dalle riforme e dalle risorse stanziate dal Pnrr”.

Gli scenari – Nel Rapporto vengono delineati quattro scenari, in base all’utilizzo ogni annuo dei fondi stanziati. Dall’intero impiego già nel corso del 2021 di tutta l’allocazione dei fondi previsti per gli investimenti in digitale dal Pnrr il mercato potrebbe avere un maggiore incremento di 3,6 miliardi di euro raggiungendo un volume di 77,6 miliardi di euro contro i 74 miliardi previsti in base alla sola crescita fisiologica. Questo porterebbe la crescita del mercato digitale nel 2021 all’8,5% rispetto ad una previsione del 3,5% stimato senza il contributo dei fondi del Pnrr. L’impatto negli anni successivi oscilla tra il 4,5% e lo 0,6% in più sul tasso di crescita dello scenario base, a seconda che i fondi saranno utilizzati completamente o per il 70% o il 50%. Nell’ipotesi più ottimistica di utilizzo completo dei fondi allocati annualmente il mercato digitale arriverà vicino ai 95 miliardi di euro nel 2024.

I settori che potranno avere maggiori impatti dall’impiego dei fondi previsti dal PNRR per il digitale sono Pubblica Amministrazione, Sanità, Industria, Telecomunicazioni, Travel & Transportation ed Energy & Utilities.

Per Gay, “ora occorre procedere speditamente sulla via tracciata dal PNRR. Il digitale rappresenta lo strumento più efficace per ridurre i gap di produttività e di efficienza del nostro sistema economico, migliorare i servizi resi dalla pubblica amministrazione, sostenere la nascita di nuova imprenditorialità”. “La pandemia ha comportato perdite umane che non saranno mai compensate negli affetti – ha concluso il presidente di Anitec-Assinform -. Anche per loro, abbiamo il dovere di guardare al futuro e alle nuove generazioni costruendo un’Italia più forte che si regga su basi solide e competitive”.

Scarica qui l’intero rapporto: https://www.anitec-assinform.it/kdocs/2013003/il_digitale_in_italia_2021.pdf

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