Digitale terrestre: il governo rimanda lo switch off. Ecco le nuove date

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Foto di Free-Photos da Pixabay

Tutto rimandato. A poco più di un mese dalla prima fase dello switch off del vecchio segnale digitale terrestre, fissato per il 1 settembre, il governo ha dato ascolto alle tante richieste giunte dagli operatori televisivi, e ha rinviato il passaggio alla seconda generazione di digitale. Una decisione che darà più tempo agli editori per adattare i sistemi di trasmissione e ai telespettatori per aggiornare i televisori più datati con nuovi apparecchi compatibili o con decoder in grado di ricevere il nuovo segnale.

Le nuove date – La decisione è arrivata al termine di una consultazione tra ministero dello Sviluppo economico, operatori radiotelevisivi e produttori industriali che si è svolta martedì sera, che ha sancito una transizione “morbida” al nuovo standard. Annullata la scadenza del primo settembre, la nuova roadmap prevede uno switch off su base volontaria a partire dal 15 ottobre prossimo. Questo significa che saranno le televisioni a scegliere quali e quanti canali trasmettere nel nuovo standard Mpeg4. In questo modo, solo una parte di “programmi rappresentativi” non sarebbe più visibile sui teleschermi più vecchi mentre gli altri, probabilmente i più importanti, continueranno ad essere trasmessi con il vecchio Mpeg2 e quindi visibili a tutti. Come riporta in un articolo La Repubblica la Rai ha già fatto sapere che trasmetterà i canali principali in simulcast nei due formati, mentre solo i canali tematici passeranno subito in Mpeg4.

Il nuovo programma prevede anche lo slittamento della seconda fase dello switch off, prevista per il 21 giugno 2022, quando gli editori televisivi avrebbero dovuto adottare in massa il nuovo codec Dvb-T2. Anche in questo caso la data è stata posticipata “partire dal 1° gennaio 2023”.

E le frequenze da liberare per il 5G? – Lo slittamento del passaggio al nuovo digitale terrestre non provocherà anche un rinvio della liberazione delle frequenze della banda 700 MHz, che devono essere utilizzate per il 5G e che gli operatori di Tlc hanno pagato a caro prezzo. Questi avranno le loro frequenze nei tempi previsti, ovvero dal 1 Luglio 2022.

In questo caso saranno le televisioni a doversi adeguare per far spazio al 5G riducendo la qualità, incrementando il rapporto di compressione, oppure eliminando qualche canale.

Nel tempo guadagnato con lo slittamento dello switch off il MiSe si ripromette di effettuare “una campagna di comunicazione diffusa e intensiva per rendere consapevoli i cittadini della necessità di dotarsi di apparecchi televisivi adeguati”. Campagna che includerà cartellonistica, spot e un portale ufficiale dedicato. Le persone, sperano al Ministero, avranno così modo di adeguarsi ai nuovi standard magari utilizzando uno o entrambi i bonus da 50 e 100 euro che sono stati messi in campo per agevolare il cambiamento.

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