“Dimartedì” la sinistra va da Floris. E lo share ringrazia

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È tornato in onda su La7 dal 18 settembre 2018; il suo share va a gonfie vele; e sembra gradire gli ospiti di sinistra. Giovanni Floris con “Dimartedì” si conferma il signore del talk di prima serata. In cinque puntate ha stampato una media share del 7,27% e una media audience di 1.545.856 spettatori. Più 53% rispetto alle prime cinque puntate dell’autunno scorso. E in linea con la media stagionale dello scorso anno (in 38 puntate share del 6,94% con una media audience di 1.561.567 spettatori) durante il quale, però, ci sono state le elezioni politiche. D’altronde il suo pubblico ormai ha messo radici su La7; lo segue dai tempi di “Ballarò”; e lo ha aiutato a sconfiggere la concorrenza dei suoi “eredi” su Rai3: prima Massimo Giannini e Gianluca Semprini e ora Bianca Berlinguer.

Guardando ai leader della politica che fin qui si sono seduti sulle poltrone di cartone di “Dimartedì”, è curioso notare come siano quasi tutti di sinistra. Ad eccezione della prima puntata con Luigi Di Maio e Matteo Salvini, l’anchorman ha infatti intervistato nell’ordine Paolo Gentiloni, Pierluigi Bersani, Maurizio Martina, Massimo D’Alema e – nell’ultima puntata – Matteo Renzi. E in vista del congresso del Pd salta agli occhi come il top di ascolti, e il record stagionale, Floris l’abbia fatto proprio con l’ex segretario: 1.736.510 con share dell’8,18%; il tutto condito da 7.144.847 contatti con picchi del 10,18% di share e 2.417.459 di audience.