Diritti tv: 30 milioni base d’asta Coppa Italia, dagli ottavi “monetina”

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Vendesi diritti tv della Coppa Italia e della Supercoppa italiana per le tre stagioni 2018-2021, per l’Italia e per l’estero. Il “cartello” apparirà domani, sabato 21 aprile, sulla bacheca della Lega Calcio. Il bando, infatti, predisposto dall’advisor Infront Italy, è stato approvato dall’Assemblea di Lega Calcio di ieri. Le offerte, sia per il bando domestico sia per quello estero, dovranno arrivare entro il 5 (o, al più tardi, il 7 maggio). Assegnazione nella capitale, in seno all’assemblea già convocata per il rinnovo della governance della Lega Calcio, proprio il 7 maggio.

La formula invariata, o quasi

Poche le novità nella competizione, anche se – a quanto apprende LoSpecialista.tv – c’è un accordo di massima a ragionare sul new look della Coppa Italia per la stagione 2019-20. Modifiche da concordare entro quest’anno. Potranno partecipare 78 squadre (20 di Serie A, 22 di Serie B, 27 di Lega Pro e 9 di Serie D); gare ad eliminazione diretta (tranne le semifinali); e 8 teste di serie che entreranno in gioco dagli ottavi di finali. La finale si disputerà a Roma. La Supercoppa, invece, aprirà la stagione calcistica in pieno agosto. Una formula collaudata e che tante soddisfazioni sta dando alla Rai in termini di ascolti. Ed è proprio guardando all’Auditel che è così difficile cambiare. L’unica modifica apportata sarebbe  l’introduzione del sorteggio dei campi di gioco dagli ottavi di finale in poi. Ma la “monetina” riguarderà solo le gare in cui sono impegnate due squadre di Serie A. Negli altri casi, per consentire l’utilizzo del Var (e poter usufruire di strutture all’avanguardia), sarà sempre la squadra della massima Serie ad ospitare le partite.

Obiettivo d’incasso oltre 50 milioni l’anno

La Confindustria del calcio – e l’advisor Infront – cercheranno di incassare con i due bandi della Coppa Italia un totale di oltre 50 milioni l’anno. Quello per l’estero non avrà una base d’asta ma si stima un’entrata poco oltre i venti milioni. Una trentina di milioni, invece, (questa è la base d’asta) dovrebbero arrivare dal bando domestico, che nel passato triennio è stato pagato dalla Rai 22 milioni l’anno. Qualcosina in più di più di quanto Viale Mazzini ha versato per il triennio 2012-2015 della Tim Cup (anche qui comprensivi di Supercoppa): 20,5 milioni a stagione. Nel triennio 2009-12, invece, sempre la Rai aveva investito 11,5 milioni l’anno. Il prezzo sembra fuori portata per Mediaset che va alla ricerca (disperata) di un’offerta “sostenibile”. La Rai alzerà l’asticella fino ai 30 milioni l’anno?

 

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