Diritti tv: ancora molti nodi da sciogliere sul bando della Coppa Italia

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Se chiedi in Viale Mazzini dicono: “Faremo un’offerta”. Se interpelli Cologno Monzese rispondono: “Siamo interessati”. In corsa per l’aggiudicazione dei diritti tv della Coppa Italia e della Supercoppa italiana nelle stagioni 2018-2021, insomma, c’è soprattutto il “duopolio” Rai-Mediaset. Il problema – a quanto apprende LoSpecialista.tv – è che il bando (predisposto dall’advisor Infront Italy) non è ancora pronto. E non è detto che lo sia in tempi brevi.

Oggi a Milano si è riunita di nuovo la commissione diritti tv della Lega Calcio. E sono molti ancora i nodi da sciogliere. Innanzitutto il cambiamento dello scenario tv – con Mediaset in ritirata dal calcio pay – ha ingolosito qualche presidente e sono in corso riflessioni sulla valorizzazione delle competizioni in chiaro, come appunto la Coppa Italia, e sull’opportunità di un bando annuale. Inoltre, in Via Rosellini si sta valutando l’opportunità di non indicare una base d’asta per i pacchetti (MediaPro, che ha tenuto segreti i prezzi minimi, forse ha fatto scuola). Qualcuno, poi, vorrebbe alzare oltre i 50 milioni l’anno l’asticella per l’incasso tra bando nazionale ed estero. E si sta decidendo infine se ritoccare – più o meno drasticamente – la formula (anche se il modello Fa Cup inglese non è consentito dalle strutture italiane). La modifica più probabile, comunque, al momento rimane l’introduzione del sorteggio dei campi di gioco dagli ottavi di finale in poi. Ma la “monetina” riguarderà solo le gare in cui sono impegnate due squadre di Serie A. Negli altri casi, per consentire l’utilizzo del Var (e poter usufruire di strutture all’avanguardia), sarà sempre la squadra della massima Serie ad ospitare le partite.

L’assemblea di Lega il 19 aprile

Come detto, di lavoro sul bando ce n’è ancora da fare. E infatti – considerando la necessità di un’altra riunione della commissione diritti tv – anche sui tempi qualcosa potrebbe cambiare. L’assemblea di Lega resta fissata per il prossimo 19 aprile. Ma non è detto che già il 20 arriverà la pubblicazione del bando. Se tutto filerà liscio, il termine ultimo per la presentazione delle buste sarà per entrambi i bandi (estero e Italia) il 5 maggio. E il 7 maggio l’assegnazione nella capitale, in seno all’assemblea già convocata per il rinnovo della governance della Lega Calcio.

La Formula attuale

Quest’anno hanno partecipato alla Coppa Italia 78 squadre (20 di Serie A, 22 di Serie B, 27 di Lega Pro e 9 di Serie D); gare ad eliminazione diretta (tranne le semifinali); e 8 teste di serie che sono entrate in gioco dagli ottavi di finali. Con finale che si disputerà a Roma tra Juventus e Milan il 9 maggio alle 21. La Supercoppa, invece, ha aperto la stagione calcistica  in pieno agosto. Una formula collaudata e che tante soddisfazioni sta dando alla Rai in termini di ascolti. Ed è proprio guardando all’Auditel che è così difficile cambiare…

Obiettivo d’incasso oltre 50 milioni l’anno

La Confindustria del calcio – e l’advisor Infront – cercheranno di incassare con i due bandi della Coppa Italia un totale di oltre 50 milioni l’anno. Quello per l’estero non avrà una base d’asta ma si stima un’entrata poco oltre i venti milioni. Una trentina di milioni, invece, dovrebbero arrivare dal bando domestico, che nel passato triennio è stato pagato dalla Rai 22 milioni l’anno. Qualcosina in più di più di quanto Viale Mazzini ha versato per il triennio 2012-2015 della Tim Cup (anche qui comprensivi di Supercoppa): 20,5 milioni a stagione. Nel triennio 2009-12, invece, sempre la Rai aveva investito 11,5 milioni l’anno. Oltre alla televisione, ci sarà un’offerta per internet e telefonia mobile e un’altra per la radio. Il problema per la tv di Stato – ormai “padrona” dell’evento  – è che l’affare Coppa Italia ora l’ha fiutato anche Mediaset, con La7, Sky, Fox e Discovery alla finestra. La Rai alzerà l’asticella fino ai 25 milioni l’anno. Se Mediaset vorrà essere della partita non potrà limitarsi ad una offerta “sostenibile”.