Diritti tv: ancora un rinvio in Lega calcio sulla Serie A

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Foto di Michal Jarmoluk da Pixabay

Non c’è l’accordo nella Confindustria del calcio. E anche oggi (in collegamento da remoto) si è registrata una fumata grigia sull’aggiudicazione dei diritti tv della Serie A relativi al triennio 2021-24. C’è tempo per decidere fino al 29 marzo e sono due le offerte sul tavolo dei presidenti da parte dei broadcaster: 1) Dazn offre 840 milioni di euro a stagione per trasmettere 7 gare in esclusiva e 3 in co-esclusiva che Sky pagherebbe 70 milioni l’anno. Inoltre Dazn nei giorni scorsi ha ufficializzato una partnership con Tim (che garantirebbe a Dazn minimo 340 milioni l’anno). 2) Sky dal canto suo – mentre avanza dubbi su potenziali “criticità concorrenziali” e su possibili incompatibilità con la legge Melandri nella partnership tra Tim e Dazn – ha offerto 750 milioni all’anno per tutte le gare con l’aggiunta di sostegno tecnologico per la creazione di una piattaforma Ott della Lega di Serie A che potrebbe trasmettere le gare in co-esclusiva. Un canale per il quale Eleven Sports avrebbe offerto – ma qui si registrano dubbi sulla tempistica della busta e sulle garanzie tecnologiche della piattaforma – 110 milioni l’anno.

IL NODO DEI FONDI – L’offerta di Dazn ha raccolto 11 voti favorevoli (Atalanta, Cagliari, Fiorentina, Hellas Verona, Inter, Juventus, Lazio, Milan, Napoli, Parma e Udinese). Non abbastanza per il via libera perché di voti favorevoli ne servono almeno 14. La decisione è stata così rinviata a una nuova assemblea che stando ai boatos dovrebbe tenersi tra giovedì e venerdì della prossima settimana. Nella votazione sono stati invece nove i club che si sono astenuti. Da quello che emerge il problema sarebbe legato soprattutto alla questione dei fondi. Ufficialmente ci sarebbero sul tavolo di Via Rosellini richieste “di approfondimenti tecnici e giuridici” sulle offerte di Dazn e Sky. Ma la novità è che la prossima assemblea di Lega (4 marzo ore 11.30 da remoto) avrà anche all’ordine del giorno l’eventuale accordo finale col consorzio sul quale qualcuno avrebbe cambiato idea tenendo in stand by il progetto. Questo a dimostrazione che sbaglia chi pensa che le questioni siano slegate. Insomma, da una parte la Lega cerca di ottenere il massimo, anche con l’accordo con i fondi; dall’altra deve avere anche garanzie editoriali per sé e per gli appassionati. È innegabile che il calcio italiano distribuito su diverse piattaforme (satellite, streaming e digitale terrestre) e su più device è un bene per il pianeta calcio. Il tutto sperando che il costo degli abbonamenti (ormai destinato ad essere legato a doppia mandata con la banda larga) non salga alle stelle…

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