Diritti tv: effetto MediaPro, base d’asta Coppa Italia sale a 30 milioni

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La Lega Calcio ha pubblicato il Bando per la vendita dei diritti tv della Coppa Italia e della Supercoppa italiana per le tre stagioni 2018-2021, per l’Italia e per l’estero. Due le novità più importanti: la base d’asta sale a 30 milioni; e sale anche perché potranno partecipare gli intermediari indipendenti. Effetto MediaPro, insomma, sulla Coppa Italia, per buona pace della Rai (e di Mediaset) che, come Sky per la Serie A, dovranno incrociare le lame (e le buste) con gli spagnoli. Anche se – a quanto apprende LoSpecialista.tv – non si registra un reale interesse degli spagnoli per la Coppa Italia al momento. Magari, invece, potrebbe spuntare un altro intermediario. Più probabile, infine, una busta di Mediapro per il bando dei diritti tv della Serie B.

I particolari della gara

Il bando domestico, predisposto dall’advisor Infront Italy e approvato dall’Assemblea di Lega Calcio di giovedì 19 aprile, prevede due pacchetti: il pacchetto E – per tutte le piattaforme tv – con dirette della Coppa Italia e della Supercoppa e base d’asta fissata a 30 milioni; e il pacchetto F – per la radio – con dirette della Coppa Italia e della Supercoppa e base d’asta fissata a 300 mila euro. Le offerte, sia per il bando domestico sia per quello estero, dovranno arrivare entro il 7 maggio alle 12.30. Assegnazione nella capitale, in seno all’assemblea già convocata per il rinnovo della governance della Lega Calcio, proprio il pomeriggio dello stesso giorno.

La formula invariata

Poche le novità nella competizione, anche se – a quanto apprende LoSpecialista.tv – c’è un accordo di massima a ragionare sul new look della Coppa Italia per la stagione 2019-20. Modifiche da concordare entro quest’anno. Potranno partecipare 78 squadre (20 di Serie A, 22 di Serie B, 27 di Lega Pro e 9 di Serie D e Lega dilettanti); gare ad eliminazione diretta (tranne le semifinali); e 8 teste di serie che entreranno in gioco dagli ottavi di finali. La finale si disputerà a Roma. La Supercoppa, invece, aprirà la stagione calcistica in pieno agosto. Una formula collaudata e che tante soddisfazioni sta dando alla Rai in termini di ascolti. Ed è proprio guardando all’Auditel che è così difficile cambiare. L’unica modifica apportata sarebbe  l’introduzione del sorteggio dei campi di gioco dagli ottavi di finale in poi. Ma la “monetina” riguarderà solo le gare in cui sono impegnate due squadre di Serie A. Negli altri casi, per consentire l’utilizzo del Var (e poter usufruire di strutture all’avanguardia), sarà sempre la squadra della massima Serie ad ospitare le partite.

Obiettivo d’incasso oltre 50 milioni l’anno

La Confindustria del calcio – e l’advisor Infront – cercheranno di incassare con i due bandi della Coppa Italia un totale di oltre 50 milioni l’anno. Quello per l’estero non avrà una base d’asta ma si stima un’entrata poco oltre i venti milioni. Una trentina di milioni, invece, dovrebbero arrivare dal bando domestico, che nel passato triennio è stato pagato dalla Rai 22 milioni l’anno. Qualcosina in più di più di quanto Viale Mazzini ha versato per il triennio 2012-2015 della Tim Cup (anche qui comprensivi di Supercoppa): 20,5 milioni a stagione. Nel triennio 2009-12, invece, sempre la Rai aveva investito 11,5 milioni l’anno. Il prezzo sembra fuori portata per Mediaset che va alla ricerca (disperata) di un’offerta “sostenibile”. La Rai alzerà l’asticella fino ai 30 milioni l’anno?

 

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