Diritti tv: il dilemma di MediaPro, pagare o non pagare…

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Si allungano di una paio di settimane (almeno) i tempi per l’assegnazione dei diritti tv della Serie A 2018-21. II giudice della sezione Imprese del Tribunale di Milano, Claudio Marangoni, ha accolto un ricorso presentato (sabato) d’urgenza (ex articolo 700) da Sky Italia. Con provvedimento del 16 aprile ha sospeso il bando predisposto dall’intermediario spagnolo MediaPro. E ha fissato l’udienza di comparizione delle parti per il 4 maggio 2018. Fino ad allora, insomma, bocce ferme e nervosismo alle stelle nei palazzi del calcio.

“E’ interesse generale del calcio e dei suoi appassionati – spiegano in Lega Calcio – in considerazione dei valori economici e anche sociali in gioco, una definizione rapida di qualsivoglia controversia fra le parti”. E preoccupazione (e fastidio) trapelano anche da ambienti vicini a MediaPro. Anche perché – come anticipato da LoSpecialista.tv venerdì scorso – gli spagnoli hanno confermato di essere pronti “con le garanzie bancarie dovute”: un miliardo più Iva da versare entro il 26 aprile alla Lega Calcio. I soldi li hanno, ma con questi chiari di luna, li verseranno?

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Foto di Renzo Udali

Il “sospetto” di Sky, che il Tribunale di Milano sta valutando, è fondamentalmente uno. MediaPro, dietro la veste dell’intermediario in realtà vuole vestire a tutto tondo i panni dell’operatore della comunicazione. E se non potrà farlo con il canale della Lega Calcio, ci proverà col il bando del 6 aprile scorso. Come? Pacchetti televisivi chiavi in mano (pubblicità compresa) da 270 minuti per ogni gara. Scelta fondamentale per gli spagnoli per attrarre gli operatori del web che preferiscono ricevere e ritrasmettere i match senza sobbarcarsi costi fissi di redazione. D’altronde, metti in fila tre blocchi MediaPro al sabato e quattro alla domenica e hai fatto il palinsesto sportivo del week end. Quindi gli spagnoli entrerebbe in competizione editoriale con Sky e Mediaset (che se vogliono fare da soli devono pagare di più!) e andrebbero anche a ritagliarsi una propria fetta nel mercato della pubblicità. Ma l’Antitrust tutto questo l’ha già proibito con un’apposita delibera a metà marzo. Un rebus che rischia di infilare in un vicolo cieco l’intero mondo del calcio. Se gli spagnoli non possono fare il Canale della Lega, e non possono neanche gestire in autonomia i pacchetti, come potranno guadagnarci col Campionato? E pensare che l’assegno per il calcio italiano da un miliardo (più iva) è pronto da tempo anche in casa Sky, e Giovanni Malagò lo sa bene. Due assegni che rischiano di non essere versati…

 

 

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