Diritti Tv: la Serie A aspetta i giudici, spazio alla Coppa Italia

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Presto ma non prestissimo… Tra lunedì 7 e mercoledì 9 maggio dovrebbe arrivare la sentenza del tribunale di Milano sul ricorso di Sky Italia al bando Mediapro relativo ai diritti tv della Serie A 2018-21. Il giudice Claudio Marangoni potrebbe decidere di confermare lo stop al bando dell’intermediario spagnolo costringendo la Serie A al bivio: Mediapro con Lega Channel; oppure terzo bando con esclusive per Sky. Oppure potrebbe virare su una richiesta di emendamenti al bando Mediapro. O infine potrebbe dare il via libera all’assegnazione, consentendo alla Lega Calcio di stabilire un uovo termine per la consegna delle offerte. Un extra time di ansia per i presidenti della Serie A convocati proprio per lunedì 7 maggio a Roma presso il Salone d’Onore del Coni. Ma in attesa di conoscere la sorte della Serie A, la Confindustria del calcio avrà altro di cui occuparsi. Sempre lunedì, infatti, alle 12.30, scade il termine per la presentazione delle buste in Lega Calcio per il bando di vendita dei diritti tv della Coppa Italia e della Supercoppa italiana per le tre stagioni 2018-2021, per l’Italia e per l’estero. Un bando con base d’asta fissata a 30 milioni; e aperto anche gli intermediari indipendenti, come Mediapro e Img.

I particolari della gara

Il bando domestico, predisposto dall’advisor Infront Italy e approvato dall’Assemblea di Lega Calcio di giovedì 19 aprile, prevede due pacchetti: il pacchetto E – per tutte le piattaforme tv – con dirette della Coppa Italia e della Supercoppa e base d’asta fissata a 30 milioni; e il pacchetto F – per la radio – con dirette della Coppa Italia e della Supercoppa e base d’asta fissata a 300 mila euro. Assegnazione nella capitale, in seno all’assemblea già convocata per il rinnovo della governance della Lega Calcio (amministratore delegato e consiglieri), proprio il pomeriggio dello stesso giorno.

La formula invariata

Poche le novità nella competizione, anche se – a quanto apprende LoSpecialista.tv – c’è un accordo di massima a ragionare sul new look della Coppa Italia per la stagione 2019-20. Modifiche da concordare entro quest’anno. Potranno partecipare 78 squadre (20 di Serie A, 22 di Serie B, 27 di Lega Pro e 9 di Serie D e Lega dilettanti); gare ad eliminazione diretta (tranne le semifinali); e 8 teste di serie che entreranno in gioco dagli ottavi di finali. La finale si disputerà a Roma. La Supercoppa, invece, aprirà la stagione calcistica in pieno agosto. Una formula collaudata e che tante soddisfazioni sta dando alla Rai in termini di ascolti. Ed è proprio guardando all’Auditel che è così difficile cambiare. L’unica modifica apportata sarebbe l’introduzione del sorteggio dei campi di gioco dagli ottavi di finale in poi. Ma la “monetina” riguarderà solo le gare in cui sono impegnate due squadre di Serie A. Negli altri casi, per consentire l’utilizzo del Var (e poter usufruire di strutture all’avanguardia), sarà sempre la squadra della massima Serie ad ospitare le partite.

Obiettivo d’incasso oltre 50 milioni l’anno

La Confindustria del calcio – e l’advisor Infront – cercheranno di incassare con i due bandi della Coppa Italia un totale di oltre 50 milioni l’anno. Quello per l’estero non avrà una base d’asta ma si stima un’entrata poco oltre i venti milioni. Una trentina di milioni, invece, dovrebbero arrivare dal bando domestico, che nel passato triennio è stato pagato dalla Rai 22 milioni l’anno. Qualcosina in più di più di quanto Viale Mazzini ha versato per il triennio 2012-2015 della Tim Cup (anche qui comprensivi di Supercoppa): 20,5 milioni a stagione. Nel triennio 2009-12, invece, sempre la Rai aveva investito 11,5 milioni l’anno. Il prezzo sembra fuori portata per Mediaset che va alla ricerca (disperata) di un’offerta “sostenibile”. La Rai alzerà l’asticella fino ai 30 milioni l’anno? E se dovesse spuntare un terzo incomodo, sarà un intermediario? L’ipotesi più probabile è che non ci sia l’assegnazione perché nessun competitor – come accaduto nel passato triennio – offrirà la base d’asta. E vai con le trattive private…

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