Diritti tv: l’asta della Serie A è un flop, offerti solo 760 milioni

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Ci sarà  bisogno di un supplemento di trattativa (privata) tra la Lega calcio e i broadcaster prima dell’assegnazione dei diritti tv della Serie A per il triennio 2018-21. In Via Rosellini – sede milanese della Confindustria del calcio – sono giunte cinque  offerte da altrettanti broadcaster: Sky Italia, Mediaset Premium, Tim, Perform e Italian Way Srl. Ma sul piatto non c’è quel miliardo e 50 milioni preteso, come minimo, dai presidenti della massima Serie. Ma un’offerta – di ben 990 milioni l’anno – è arrivata in compenso da un intermediario indipendente: la spagnola MediaPro.

“La Lega – si legge in un comunicato stampa – ha deliberato all’unanimità di non accettare alcuna offerta e dar corso alla trattativa privata, con l’obiettivo di ottenere non meno del prezzo minimo complessivo già previsto dal relativo bando, che equivale a 1 miliardo e 50 milioni (per i pacchetti principali ed opzionali). Giova ricordare che, qualora le trattative private non andassero a buon fine, la Lega si riserverà di valutare – conclude con tono minaccioso il comunicato della Lega – l’offerta presentata dall’intermediario indipendente”. L’assemblea dei club di Serie A è riconvocata per venerdì 26 gennaio alle 11 per discutere della governance della Lega e alle 15 per esaminare per deliberare sui diritti televisivi. L’offerta dell’intermediario non sarà valutata prima di sabato 27 gennaio.

Ma veniamo alle buste. Sky Italia ha offerto 261 milioni annui per il pacchetto A (8 squadre su satellite, tra cui Juve, Milan, Inter e Napoli); 170 milioni per il pacchetto C (internet/Iptv/wireless); 80 milioni per i pacchetti D1 e il D2 (le altre dodici squadre tra cui la Roma);  e una cinquantina di milioni per i diritti accessori.  In pratica un investimento totale molto vicino ai 572 milioni l’anno offerti nel precedente triennio. Ma non abbastanza, visto che per i pacchetti D non hanno raggiunto la base d’asta. Mediaset Premium, poi, con 200 milioni per il pacchetto B (8 squadre su satellite, tra cui Juve, Milan, Inter e Napoli) è rimasta di ben 60 milioni sotto la base d’asta. Per un pacchetto analogo nel triennio 2018-18 ha investito 373 milioni l’anno. Molto basse infine le offerte di Perform, Italian Way e Tim.

Ora la Lega – preso atto che Sky ha superato la base d’asta per i pacchetti A e C – dovrà trattare con Mediaset sul pacchetto B e con tutti i broadcaster per i pacchetti D1 e D2 e per i diritti accessori. Ha in pancia un’entrata potenziale di soli 760 milioni, ne servono altri 300 per “saziare” la Serie A. Se dovesse andar male da qui a venerdì, sabato spazio al menu spagnolo dell’intermediaro MediaPro e ai suoi 990 milioni l’anno…

 

 

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