Diritti tv: né Dazn (Tim) né Sky, la Serie A non si assegna. È stallo…

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Foto di Taken da Pixabay

L’accordo nella Confindustria del calcio non s’ha da fare. Anche oggi nell’assemblea di Lega (in collegamento da remoto) si è registrata una fumata grigia sull’aggiudicazione dei diritti tv della Serie A relativi al triennio 2021-24. C’è tempo per decidere fino al 29 marzo (e chissà che l’obiettivo dei presidenti non sia proprio quello di far scadere le offerte per giocare al rilancio) e sono due le buste sul tavolo di Via Rosellini da parte dei broadcaster: 1) Dazn offre 840 milioni di euro a stagione per trasmettere 7 gare in esclusiva e 3 in co-esclusiva che Sky pagherebbe 70 milioni l’anno. Inoltre Dazn ha ufficializzato una partnership con Tim (che garantirebbe a Dazn minimo 340 milioni l’anno) 2) Sky dal canto suo – mentre avanza dubbi su potenziali “criticità concorrenziali” e su possibili incompatibilità con la legge Melandri nella partnership tra Tim e Dazn – ha offerto 750 milioni all’anno per tutte le gare con l’aggiunta di sostegno tecnologico per la creazione di una piattaforma Ott della Lega di Serie A che potrebbe trasmettere le gare in co-esclusiva.

Anche oggi, come detto, nulla di fatto. L’offerta di Dazn ha raccolto 11 voti favorevoli (Atalanta, Cagliari, Fiorentina, Hellas Verona, Inter, Juventus, Lazio, Milan, Napoli, Parma e Udinese). Non abbastanza per il via libera perché di voti favorevoli ne servono almeno 14. Nove invece le società che si sono astenute: (Benevento, Bologna, Crotone, Genoa, Roma, Sampdoria, Sassuolo, Spezia e Torino). La decisione è stata così rinviata a una nuova assemblea che si terrà – spiega il comunicato di Via Rosellini – la prossima settimana. Il presidente Paolo Dal Pino ha chiuso i lavori invitando le società a ritrovare l’unità di intenti che per molti mesi ha caratterizzato l’assemblea e a lavorare con spirito costruttivo ripartendo da quanto deciso poche settimane fa. Nel frattempo i fondi Cvc, Advent e Fsi restano in tribuna e fanno sapere di avere “un approccio assolutamente neutrale rispetto all’assegnazione dei diritti e accoglieranno qualsiasi scelta verrà compiuta. Al contrario, auspicano che la scelta venga compiuta celermente”.

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