Diritti Tv: Serie A al bivio Sky-Mediapro, occhi sul tribunale di Milano

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Convocata e sconvocata d’urgenza l’assemblea del 3 maggio della Lega Calcio, la Serie A è al bivio Sky-Mediapro. Ma prima di scegliere la direzione da prendere – nell’assemblea convocata per lunedì 7 maggio – la Confindustria del calcio ha stabilito di attendere la sentenza del tribunale di Milano sul ricorso di Sky al bando dell’intermediario spagnolo per i diritti tv del campionato 2018-21. Nel frattempo, cresce la fibrillazione in seno alla Serie A, perché la tanto attesa fideiussione da un miliardo (più Iva) per i diritti tv della Serie A non è stata depositata e le squadre non hanno nulla da scontare in banca per farsi anticipare milioni di euro vitali in questo momento della stagione, con la fine del campionato (e l’inizio del mercato) alle porte.

Il socio MediaPro, Taxto Benet

Il ricatto spagnolo

Il 26 aprile scadeva il termine fissato dal bando, e l’intermediario spagnolo non ha recapitato nessun plico in Via Rosellini. Miliardo congelato, insomma, e ad arrivare a Milano è stato solo un comunicato per spiegare tre concetti alla Confindustria del calcio: 1) I soldi ci sono e sono garantiti dall’acconto di 50 milioni già versato e dalla consistenza patrimoniale del Gruppo (a febbraio il 53,5% di Imagina – la holding che controlla Mediapro – è stato acquistato da un fondo d’investimento di Shangai, Orient Hontai Capital). 2) La fideiussione arriverà quando Mediapro potrà disporre dei diritti tv, quindi solo se il tribunale di Milano sbloccherà il bando respingendo il ricorso di Sky. 3) La fideiussione arriverebbe subito, invece, se la Lega decidesse di varare insieme a Mediapro il canale della Lega di Serie A.

Sky non ci sta

Direttamente a Javier Tebas, presidente della Liga, e indirettamente ai vertici di Mediapro, è stata dura la replica di Sky Italia all’intervista sulla Gazzetta dello Sport. Per Skynessuna posizione di privilegio”, “noi valorizziamo la Serie A”. Abbiamo speso per il calcio italiano “più di chiunque altro”, negli ultimi 15 anni “oltre 7 miliardi di euro” e investito “per fare crescere la bellezza del prodotto” valorizzando il marchio Serie A “come nessuno”. Ma soprattutto, l’oggetto del contendere: “A Sky e agli altri broadcaster non è stata data finora l’opportunità di concorrere, di fatto, per l’intera posta dei diritti Serie A, come è stato concesso a Mediapro, o nemmeno per un’esclusiva parziale, come accade in tutti i campionati europei, Liga inclusa”. Sky vuole almeno un pezzo della Serie A in esclusiva. E non si capacita che proprio ora che gli italiani di Premium avevano abdicato siano spuntati spagnoli e cinesi.