Diritti tv, Serie A: la rivolta delle Telco capitanate da Sky. Tim “stupita”…

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Photo by Feo con Ganas on Unsplash

Quella dei diritti tv della Serie A sembrava una partita finita. Al triplice fischio della Lega Calcio, tutte le partite (dieci a settimana) per il triennio 2021-24 saranno visibili tramite l’app Dazn che ha investito 840 milioni l’anno. Tre partite a settimana (i match del sabato alle 20.45, della domenica alle 12.30 e del lunedì alle 20.45) li trasmetterà in co-esclusiva Sky (87,5 milioni all’anno e rinuncia alle cause pendenti contro la Lega calcio), che avrà l’esclusiva su satellite e digitale terrestre. Tutto deciso, insomma: per vedere tutto il campionato di calcio bisogna abbonarsi a Dazn. Ma prima ancora bisogna dotarsi di un abbonamento alle Telco, perché le partite viaggiano sulla Rete. E infatti TimVision, la piattaforma che ospiterà in esclusiva l’app di Dazn (ha partecipato all’investimento con 340 milioni l’anno), venderà un pacchetto con banda larga e tutto lo sport di Dazn. Una partnership tecnologica in esclusiva contro la quale è partita la levata di scudi di tutti gli operatori di telefonia, con Sky (anche lei entrata nel mercato della fibra) in prima fila.

LA MOSSA DI SKY – La notizia di oggi, infatti, è che Sky si è rivolta all’Antitrust per chiedere che i tifosi di calcio possano continuare a vedere la Serie A attraverso una pluralità di fornitori di broadband e guardarla sulla piattaforma che preferiscono – satellite, DTT o OTT – esattamente come avviene oggi. “Tim, il retailer dominante nella banda larga, ha stipulato un accordo illegittimo di esclusiva con Dazn. Questo accordo – denunciano da Sky – preclude all’OTT la possibilità di distribuire il campionato di Serie A attraverso altri operatori favorendo così TIM e rafforzando la sua posizione dominante nel mercato della banda larga. In un momento cruciale di passaggio per l’Italia dalla banda standard alla banda ultra larga, questo accordo di esclusiva non deve ledere la concorrenza. Per questo Sky invita l’Antitrust ad agire con urgenza per garantire che il campionato di Serie A possa essere fruito da tutti i consumatori in condizioni che favoriscono la concorrenza e la libera scelta”.

UNA POSIZIONE CONDIVISA ANCHE DA WINDTRE che “ritiene che tutti gli appassionati del calcio abbiano il diritto di scegliere la modalità di fruizione delle partite a loro più gradita”. “Le autorità nazionali – spiega il Gruppo telefonico – dovrebbero garantire al pubblico l’esercizio di questo diritto attraverso l’affermazione della pluralità tecnologica dell’offerta, che si tratti di banda ultra-larga in fibra, satellite o digitale terrestre”.

C’E’ PURE OPEN FIBER – “Con riguardo a quanto comunicato oggi da Sky e da WindTre, Open Fiber auspica che venga garantita a chiunque la possibilità di poter vedere il campionato di calcio italiano utilizzando la piattaforma del proprio operatore di riferimento e che non vi sia al riguardo nessuna limitazione”, afferma Open Fiber in una nota. “Non vi è infatti solo un tema di rispetto delle regole in materia di concorrenza, ma anche un problema di tutela dei diritti dei consumatori”. “L’infrastruttura Gigabit in fibra ottica di Open Fiber è nella disponibilità di oltre 100 operatori e broadcaster, proprio per supportare la migliore esperienza di fruizione di contenuti digitali”.

LO STUPORE DI TIM – “Tim resta stupita dalle preoccupazioni di Sky sulla concorrenza e la libera scelta dei clienti, dopo che l’Autorità Garante della Concorrenza e del mercato ha accertato più volte che Sky è un soggetto dominante nel settore della pay tv detenendo una quota di mercato pari a circa l’80%”, scrive in una nota il Gruppo Tim. “La modalità in streaming con cui gli appassionati possono vedere tutte le partite di Serie A anche per il prossimo triennio, si inserisce in un percorso avviato oramai da tempo e in cui DAZN, come Netflix, Amazon e Disney+ (e la stessa SKY con NOW), rappresentano il futuro della distribuzione dei contenuti, fruibili nelle abitazioni e fuori casa con gli apparecchi tradizionali e con quelli di nuova generazione quali smartphone, computer e tablet. La diffusione di tutto il campionato di calcio in streaming rappresenta un elemento importante per la digitalizzazione del Paese, accelerando un processo di cui beneficeranno non soltanto i cittadini ma anche l’intera struttura industriale del paese. Continuare a difendere la rendita di posizione del satellitare pay avrebbe – questo sì – l’effetto di danneggiare i consumatori e ritardare l’accelerazione della transizione verso il digitale e le reti di telecomunicazioni ad alta velocità. TIM – conclude la nota – continuerà a distribuire i contenuti sportivi, cosi come ad oggi sta facendo con i contenuti Now (Sky), Eurosport (Discovery) e DAZN e con qualunque altro editore interessato alla valorizzazione dei contenuti attraverso la piattaforma TimVision”.

ANTITRUST DECIDERA’ ENTRO IL 22 AGOSTO – Ora gli uffici dell’Antitrust – a quanto apprende AdgInforma.it – apriranno una pre-istruttoria che con ogni probabilità porterà, in base agli elementi forniti dalle Telco sul piede di guerra, ad una vera e propria istruttoria sul ricorso di Sky. L’unica cosa certa al momento è che una decisione andrà presa in tempi brevi e comunque non oltre il 22 agosto 2021, data d’inizio del campionato. E c’è chi non esclude che anche l’Antitrust Ue possa essere chiamata in causa in questa faccenda. Tempi supplementari insomma per capire come finirà la “partita” del calcio di Serie A. Nel frattempo un bel rompicapo per i tifosi che devono decidere dove e se vedere le partite della prossima stagione.

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