Diritti tv: Serie A spaccata e Mediapro si salva, per ora…

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Dividi et impera… Tant’è che l’intermediario Mediapro – che ha comprato i diritti tv del Campionato per il triennio 2018-21 – non ha presentato la fideiussione da un miliardo entro il 22 maggio ma resta comunque in possesso delle gare di una Serie A profondamente spaccata. A salvare gli spagnoli, per ora, la promessa (arrivata nella notte) di una “garanzia” da 186 milioni che starebbe per varare (giovedì 24 maggio) il cda di Imagina. Aggiunti ai 64 milioni già versati a marzo, sarebbero 250 milioni. Un “gruzzoletto” che ha ingolosito qualche presidente e ha spaccato a metà la Serie A.

Stamane di buon mattino si è riunita l’Assemblea di Lega e – avendo sul tavolo un parere legale dello studio Toffoletto che garantiva la “piena legittimità della risoluzione del contratto” con gli spagnoli – Giovanni Malagò ha messo ai voti la delibera che avrebbe sancito l’addio a Mediapro e il ritorno tra le braccia di Sky. Il tutto con Andrea Zappia che continua a sussurrare nelle orecchie della Confindustria del calcio che – insieme a Perform – arriverebbe ad offrire 950 milioni l’anno. A trattiva privata, però, e con una serie di esclusive per prodotto. Il tutto con il benestare di Mediaset Premium, ormai spettatore (interessato) della partita pay.

Ma solo dieci società (Atalanta, Bologna, Fiorentina, Inter, Juventus, Napoli, Roma, Sampdoria, Sassuolo e Spal) hanno votato sì alla risoluzione del contratto; cinque si sono astenute (Milan, Torino, Udinese, Cagliari e Genoa che ieri aveva votato sì); e due società (Lazio e Chievo Verona) erano assenti, con le tre retrocesse che non avevano diritto al voto. Nulla di fatto, dunque, e l’assemblea sarà riconvocata lunedì 28 maggio. Per buona pace dei vertici di Lega che avevano chiesto a gran voce di risolvere la questione, in un modo o nell’altro, entro oggi. Nel frattempo, pendono due ricorsi di Mediapro: uno al Tar contro la delibera Antitrust del 14 marzo; l’altro al Tribunale di Milano contro la sospensiva chiesta e ottenuta da Sky al bando. Dividi et impera…