Disney fa all-in sullo streaming. Per sfidare Netflix chiude 100 canali tv e i Disney store

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Entrata di un Disney store a Miami - Foto da https://www.flickr.com/

Disney punta tutto sullo streaming. Per lanciare la sfida a Netflix la casa di topolino ha deciso di chiudere altri 100 dei suoi canali Tv “tradizionali” in tutto il mondo, dopo che ne aveva già chiusi 30 nel 2020. La virata decisa sulla tv ondemand è stata confermata dal Ceo di Disney, Bob Chapek, intervenuto alla conferenza sulla tecnologia e i media di JPMorgan Chase e Co. “La grande maggioranza di quei contenuti migrerà verso Disney+”, ha sottolineato Chapek evidenziando la volontà di concentrarsi sul “direct-toconsumer”. Del resto dai numeri appena approvati del secondo trimestre fiscale dell’anno, lo streaming ha portato nelle casse Disney ricavi per 4 miliardi di dollari, in crescita rispetto ai 2,5 del 2020 (leggi qui l’articolo di AdgInforma.it).

Le chiusure dei canali televisivi tradizionali, ha aggiunto Chapek, dipenderanno dai contratti che l’azienda ha nei singoli mercati. E tenendo in considerazione che i profitti di alcune delle reti Disney tradizionali stanno aiutando a pagare la programmazione sui suoi servizi di streaming, che includono Hulu ed ESPN + negli Stati Uniti.

Del resto la tendenza degli spettatori a preferire i nuovi servizi online sembra ormai irreversibile e a Burbank non vogliono lasciarsi sfuggire il treno.

Chiudono anche i negozi – La strategia di Disney di puntare tutto sull’intrattenimento domestico è confermata dalla notizia della chiusura di almeno il 20% dei Disney Store, i negozi fisici che tanto hanno patito le chiusure dovute alla pandemia, per puntare sull’ecommerce. Soltanto negli Stati Uniti d’America quelli che tireranno giù la serranda saranno 60. In Italia la decisione, se possibile, è ancora più drastica con tutti è 15 i punti vendita sparsi per lo stivale destinati a chiudere. Chi rischia di più sono gli oltre 230 dipendenti che lavorano negli store italiani, e che fanno parte di un piano di riduzione del personale monstre, annunciato lo scorso anno, di 28mila unità.

“Abbiamo intenzione di creare un’esperienza di ecommerce più flessibile e interconnessa che dia ai consumatori un facile accesso a prodotti unici e di alta qualità in tutti i nostri franchise”, ha indorato l’amara pillola Stephanie Young, presidente della Disney per i prodotti di consumo, i giochi e le pubblicazioni.

Sindacati sul piede di guerra – Intanto in Italia i sindacati del commercio di Cgil, Cisl e Uil hanno proclamato 8 ore di sciopero contro la chiusura dei negozi della Disney in Italia. I sindacati chiedono l’attivazione immediata di un tavolo istituzionale con i ministeri dello Sviluppo Economico e del Lavoro e il contestuale avvio del confronto con la direzione societaria di Disney Store “per conoscere i dettagli della procedura di liquidazione del marchio avviata il 19 maggio scorso ed annunciata ai sindacati a cose fatte”.

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