Diversity Media Awards, “Cartabianca” e i “Ferragnez” tra i premiati

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Si è svolta ieri sera la sesta edizione dei Diversity Media Awards, i riconoscimenti assegnati ai personaggi e ai contenuti mediali che si distinguono per una rappresentazione inclusiva e valorizzante delle persone in quanto a diversità di genere, identità di genere, orientamento sessuale ed affettivo, etnia, età e disabilità. A ricevere il premio come miglior programma televisivo è stato Cartabianca, mentre Chiara Ferragni e Fedez sono stati eletti Personaggio dell’anno. FERRO è il miglior film e SKAM Italia la miglior serie tv italiana. Ad  Andrea Delogu e Silvia Boschero va invece il premio al miglior programma radiofonico per La Versione delle due. Assegnati poi anche i riconoscimenti all’informazione: Miglior servizio di TG al TG3 per il servizio “Pakistan: sorridi ancora” di Giovanna Botteri, miglior articolo stampa quotidiani a Il Messaggero per l’articolo “Crescita al femminile pilastro del recovery” di Maria Lombardi, miglior articolo stampa periodici a Vanity Fair  per “Gente Comune – Le vite normali delle persone transgender e gender fluid” di Silvia Nucini e miglior articolo stampa web a IlPost.it  per “Storie di transizioni – Cosa succede in Italia alle persone che vogliono cambiare legalmente genere, al di là e al di qua delle norme” di Giulia Siviero. Conferito invece al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella un premio speciale per l’attenzione costante ai temi della diversità e dell’accoglienza e per l’impegno nel promuovere i valori di una società inclusiva.

La cerimonia di premiazione, tenutasi al Teatro Franco Parenti di Milano e condotta da Diego Passoni e Marina Cuollo, sarà trasmessa giovedì 22 luglio alle ore 21.00 su RaiPlay e sui canali di Diversity. “Dopo sei anni verrebbe da pensare che ormai il peggio sia passato e che questo lavoro costante stia maturando i suoi frutti. Ecco, guardando quello che sta accadendo là fuori, credo che mai come quest’anno sia necessaria una serata come questa” ha commentato il Presidente dell’associazione Diversity Francesca Vecchioni, “I DMA parlano di visibilità, che non ha nulla a che fare con l’ostentazione, ma significa far esistere ciò che si nomina. Sono millenni che l’arma dell’invisibilità si rivela lo strumento più efficace per mantenere il potere. Sono state di fatto cancellate intere fette di umanità, per ragioni etniche o per escludere chi non è ritenuto conforme, per l’orientamento sessuale, l’età, la disabilità e naturalmente per il genere e l’identità di genere. Non possiamo permettere che accada di nuovo. Perché è certo: le persone nel buio spariscono, ma non smettono di esistere. Per tutto questo i DMA sono importanti: perché là dove c’è chi vuole mantenere il buio, accendono la luce”.