Docu-film su Pompei da record su Rai2. Duilio Giammaria: “Ci riempie d’orgoglio”

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Foto da streaming

Sembra che sugli schermi Rai sia cominciata l’età dell’oro per i documentari, che scendono dagli scaffali polverosi e calano nel palinsesto del prime time. È una delle grandi sfide dell’ad, Fabrizio Salini, che ad inizio 2020 ha consegnato le chiavi della nuova direzione Rai Documentari a Duilio Giammaria. Il servizio pubblico, dunque, scommette su un prodotto che si sottrae alla dittatura del palinsesto e lo rende fruibile in qualsiasi momento e su ogni piattaforma. E la sfida è quella di creare un made in Italy dei documentari sfruttando la factory interna, l’archivio, le partnership con la produzione nazionale indipendente e le coproduzioni internazionali. Il tutto puntando sull’ottimizzazione dei processi interni per evitare sovrapposizioni e sprechi. Ieri, in prima serata su Rai2, abbiamo avuto un assaggio di tutto questo con “Pompei ultima scoperta”. Un docu-film con immagini esclusive sulle recenti scoperte nel sito archeologico più importante d’Europa, quello di Pompei appunto. Una grande produzione da quasi un milione di euro che ha incollato alla tv tre milioni d’italiani con share dell’11,4%. AdgInforma.it ne ha parlato proprio con Giammaria.

Innanzitutto direttore, un ringraziamento personale. I miei figli hanno distolto lo sguardo dallo smartphone per guardare un documentario in tv. Un’impresa di questi tempi. Sei soddisfatto del risultato Auditel?  “Il fatto che lo abbiamo visto in tanti ci rende felici. Che anche i ragazzi fossero davanti alla tv ci riempie d’orgoglio. Questo ha un valore importantissimo per tutti noi. Guardando all’Auditel credo che sia il record stagionale di Rai2. Ed esserci riusciti – ha spiegato Giammaria – con un documentario dimostra che le nostre intuizioni erano giuste, e che quando riusciamo a raccontare in questo modo, il pubblico c’è. È un documentario molto speciale, frutto di due anni di lavoro a cui noi abbiamo contribuito in maniera sostanziale”.

Una bella sorpresa anche il racconto affidato a Massimo Osanna, direttore del Parco Archeologico di Pompei e direttore generale dei Musei del Mibact. In quelle parole c’era conoscenza, passione ostinata e tanta dedizione. “È la dimostrazione che noi dobbiamo dare voce alle persone che hanno esperienza e conoscenza diretta. I giornalisti possono essere dei grandi mediatori, però dare voce agli esperti, le persone che le cose le fanno, dà un valore aggiunto anche a livello di emozioni vissute sul campo. Ci hanno portato dentro il cantiere con un racconto in presa diretta e le testimonianze inedite degli esperti. Abbiamo vissuto con loro la sorpresa di una scoperta o la delusione per uno scavo clandestino. Questo crea una partecipazione emotiva da parte del pubblico”.

Nel 2021 tutte le reti Rai lasceranno slot anche in prima serata a Rai Documentari. Andare su Rai1 l’hai definita “una sfida da far tremare i polsi”. Non credi che “Pompei ultima scoperta” poteva andare sull’ammiraglia al posto di Cenerentola? “Certamente, poteva essere trasmesso su Rai1, basta guardare il risultato d’ascolti che ha fatto su Rai2. E sicuramente avrebbe ottenuto un risultato ancora maggiore”.

Come pensi di distribuire i documentari sulle tre reti generaliste?  “Vogliamo categorizzare il genere per creare un seguito sulle singole Reti. Storie e inchieste su Rai3 – ha spiegato Giammaria -, ricerca scientifica e sport su Rai2 e natura, archeologia e divulgazione in genere su Rai1. Vogliamo organizzare appuntamenti con il pubblico”.

Guardando al 2021 cosa ci dobbiamo aspettare? “In rampa di lancio c’è un grande progetto internazionale sul Mediterraneo. Poi racconteremo la grande epopea di Cinecittà, e ‘Gli anni del disonore’, storia di criminalità e di mafia. Quindi – ha concluso il direttore di Rai Documentari – c’è ‘La squadra’, una storia sul tennis legata agli anni d’oro della Coppa Davis”.

E se qualcuno al settimo piano ha visto gli ascolti di ieri, è probabile che lo spazio per questi documentari ci sarà anche sull’ammiraglia. Il motto a Rai Documentari è “il coraggio di osare”. Quello stesso coraggio dovranno trovarlo anche i dirigenti di Viale Mazzini e i direttori di Rete…

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