Domani, Zanda si dimette da presidente del Cda

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E’ durata meno di sei mesi l’avventura di Luigi Zanda alla presidenza del Cda di “Domani”, il nuovo quotidiano edito da Carlo De Benedetti e diretto da Stefano Feltri.

All’origine della decisione c’è il conflitto di interesse tra ruolo di senatore del Partito Democratico, che appoggia il Governo e la linea editoriale del quotidiano fortemente contraria nei confronti di Conte e del suo esecutivo.

“Cari amici, a più di un mese dalla nascita di Domani, sento di dover fare un primo consuntivo – spiega Zanda nella lettera di dimissioni consegnata al Cda e al Collegio sindacale di Domani -. Queste prime settimane mi hanno permesso di constatare che la posizione di Presidente del consiglio di amministrazione è, in molte circostanze, non compatibile con la funzione di senatore del Partito democratico e del centrosinistra italiano. In una parola, ho compreso di trovarmi in una posizione di conflitto di interessi politico-editoriale che, per mio costume e per mia profonda convinzione, non posso sottovalutare”.

“È quindi con grande rammarico – conclude Zanda nella lettera – che sono costretto a comunicarvi d’aver deciso di dimettermi da Presidente e da consigliere di Domani, alla cui nascita ho, assieme a voi, partecipato con molta intensità e alla cui ideazione da parte dell’ingegner Carlo De Benedetti ho dato tutto il contributo di idee che potevo. A voi i miei saluti più cordiali e a Domani auguri sinceri di successo. Con amicizia”.

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