Dopo 50 anni l’Academy si scusa con Piccola Piuma, l’attrice nativa americana umiliata durante gli Oscar

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Sacheen Littlefeather - Foto da Wikimedia Commons

Era il 1973 quando Sacheen Littlefeather (Piccola Piuma), 26enne attrice ed attivista Apache, saliva sul palco degli Oscar in sostituzione di Marlon Brando, che aveva scelto di rifiutare il premio (assegnatogli per Il Padrino) per protesta contro le discriminazioni nei confronti degli indiani d’America ed il modo in cui essi venivano rappresentati dal cinema hollywoodiano. La giovane si presentò al pubblico ed iniziò a leggere una lettera in cui si spiegavano le ragioni della protesta di Brando. Un breve discorso di circa un minuto durante cui l’attrice venne letteralmente ricoperta dai fischi e dagli insulti della platea del Dorothy Chandler Pavilion, rischiando anche di essere aggredita.

Alcuni giorni fa, a distanza di ben 49 anni dall’accaduto, l’ex presidente dell’Academy David Rubin ha inviato a Piccola Piuma un messaggio di scuse per la pesante umiliazione sofferta: “L’abuso che hai subìto a causa di questa dichiarazione fu ingiustificato e del tutto gratuito”, si legge nella lettera di Rubin. “Il carico emotivo che hai vissuto e il costo che hai pagato per la tua carriera sono irreparabili. Per troppo tempo il coraggio che hai mostrato non è stato riconosciuto. Per questo, ti offriamo sia le nostre più profonde scuse che la nostra sincera ammirazione”.

Scuse accettate con grande signorilità (nonostante la pluridecennale attesa) dalla diretta interessata, oggi 75enne, che a seguito di quell’episodio ricevette numerose minacce di morte e venne di fatto estromessa dall’industria cinematografica statunitense. “Meglio tardi che mai, noi nativi siamo gente molto paziente”, ha commentato con un pizzico di sarcasmo l’attrice, che nel 2021 aveva svelato i retroscena della vicenda in un documentario. “Sapevo di dover pagare il prezzo per quello che ho raccontato in modo che altri potessero fare altrettanto” ha spiegato la donna in un’intervista. “Sapevo di essere stata la prima a fare una dichiarazione politica agli Academy. La prima nativa, donna, indiana d’America. Dicevo la verità su come stavano le cose”.

L’elemento che più di tutti contribuì a scatenare l’indignazione di Marlon Brando fu il modo in cui la Casa Bianca gestì l’occupazione del villaggio di Wounded Knee, South Dakota, da parte degli attivisti dell’American Indian Movement, che intendevano denunciare il mancato rispetto dei trattati stipulati dalle autorità americane con la comunità indiana.

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