Durante il lockdown accelerazione (e isolamento) digitale

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Giuseppe De Rita, Presidente del Censis

Altro che distanziamento sociale. Durante il lockdown 3,5 milioni di famiglie italiane – non avendo nemmeno uno smartphone – hanno sperimentato un vero e proprio isolamento digitale. È quanto emerge dal terzo rapporto Auditel-Censis “L’Italia post lockdown: la nuova normalità digitale delle famiglie italiane”, presentato stamane a Roma nella Sala Zuccari del Senato. L’aspetto positivo della pandemia, spiegano i ricercatori che hanno scattato una foto pre e post lockdown, è stata la fortissima accelerazione impressa all’alfabetizzazione digitale del Paese: nuovi device, nuove connessioni e più veloci, nuove abitudini di fruizione.

In particolare sono cresciute dell’1,4% le famiglie connesse, ma soprattutto è migliorata la qualità della connessione: le famiglie dotate di connessione sia fissa che mobile, infatti, sono aumentate del 12,4%, mentre quelle con sola linea mobile si sono ridotte del 32,8%; 11 milioni e 800mila famiglie, pari al 48,6% del totale, in cui vivono 32 milioni e 800mila individui, pari al 54,3% degli italiani, hanno svolto almeno un’attività online durante il lockdown; per 8 milioni e 200mila famiglie e 24 milioni e 300mila individui era la prima volta. Il 31,7% delle famiglie italiane ha fatto acquisti di prodotti non alimentari su internet; il 20,8% ha svolto attività di studio a distanza (per il 15,2% era la prima volta); il 17,5% ha lavorato in smart working (per l’11,3% era la prima volta). Sono inoltre aumentati gli italiani che si collegano alla rete (47 milioni e 200mila, pari all’80,6% della popolazione con più di quattro anni); è aumentata la frequenza dei collegamenti (42 milioni e 200mila italiani, pari al 72,1% della popolazione con più di quattro anni, si connettono tutti i giorni); ed è aumentato il numero dei device utilizzati.

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