È tempo di “total audience”, giovedì Auditel scopre le carte

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Per il mondo degli editori televisivi, e per quello degli inserzionisti, siamo all’alba di una nuova era. Giovedì 28 febbraio (alle ore 10), presso la Sala Regina di Palazzo Montecitorio a Roma, Auditel presenterà la Relazione Annuale 2019. E annuncerà di essere ormai pronta per “La grande sfida della rilevazione dei device digitali”. La prima mossa è stata quella di far entrare in azione il “SuperPanel” passato da 5.700 a 16.100 famiglie, pari a circa 41.000 individui. In questi mesi Auditel sta portando avanti una gigantesca operazione di taggatura o di watermarking per attribuire i contenuti all’origine. Lo scopo è naturalmente quello di misurare audience e share anche di smart Tv, di tutti quei dispositivi connessi a internet e che consentano la visione di un programma televisivo e soprattutto di smartphone, tablet e pc.

I DATI AL POMERIGGIO – Il dato sui device – a quanto apprende LoSpecialista.tv – sarà rilasciato il pomeriggio (si dice alle 18, e non alle 10 circa come avviene ora) nei giorni lavorativi. Mentre il dato dei festivi sarà distribuito nel primo giorno lavorativi utile. La novità più grande, naturalmente, è che sarà possibile conoscere il consumo televisivo per singolo device (mobile, pc e altri) e il tipo di visione (lineare e on demand). Il tutto naturalmente per i singoli canali e per i singoli programmi. Insomma, ora non resta che aspettare la data di partenza. E poi – dopo aver scaricato un’apposita app per il mobile o con l’istallazione di un router per la rete domestica – anche l’audience dei millennials non sarà più un mistero. Per l’Auditel, per gli editori e per gli inserzionisti. Il tutto senza dimenticare – ma i big spender della pubblicità lo sanno bene – che il grosso dell’ascolto in Italia lo fanno ancora le grandi televisioni generaliste. L’Internet tv (domestica e mobile), insomma, è e resterà ancora a lungo un “fenomeno integrativo”.

LA GRANDE SFIDA – Ben 440 canali sul digitale terrestre e 290 tra free e pay sul satellite. E ancora migliaia di contenuti visti in diretta – o in differita con l’on demand – su smart tv, pc, tablet e smartphone tramite connessione a internet domestica o mobile. Il tutto condito da canali time-shifted (+1, + 2, +24), in alta definizione, 3D, Ultra HD (4K), servizi a pagamento in pay-per-view e – tanto per non farsi mancare nulla – i cosiddetti temporary channel. Misurare l’ascolto televisivo (familiare e individuale, in diretta o in differita, tra gli italiani e gli stranieri, in luoghi pubblici e privati, nei nuclei familiari e conteggiando anche i loro ospiti) è davvero divenuta un’impresa titanica. Un’impresa cominciata il 3 luglio del 1984 con la nascita dell’Auditel, ovvero la società che rileva 24 ore su 24, minuto per minuto, tutta l’offerta televisiva nella sua articolazione digitale, satellitare, via cavo, live e on-demand, su tutte le piattaforme.

I MIEI PRIMI QUARANT’ANNI – Un viaggio, quello a caccia di share e audience tv, partito quasi quarant’anni fa. In principio, i broadcaster se le facevano in casa la rilevazione degli ascolti televisivi: nel lontano 1981 la Rai abbandonò l’obsoleta tecnica delle interviste telefoniche e cominciò a sperimentare una embrionale rilevazione degli ascolti con gli antenati degli attuali meter; l’anno successivo le emittenti private utilizzavano dati forniti dall’Istel tramite un diario auto-compilato. A Milano, il 3 luglio 1984, la nascita dell’Auditel per raccogliere e pubblicare i dati sull’ascolto televisivo italiano. Tra il febbraio e il giugno del 1986 la prima ricerca di base (con l’ausilio dell’Istat) facendo ben 41mila interviste. A maggio di quell’anno cominciava l’era di Walter Pancini che sarà direttore generale della società fino al 2017 (ora in qualità di Senior Advisor di Andrea Imperiali, supporta il presidente nelle sue attività di comunicazione, nelle relazioni istituzionali e nei rapporti con le Authority). Il 7 dicembre 1986 il primo people meter in casa di 600 famiglie. Nel giugno 1987, 1.200 famiglie. Poi 1.800 a giugno del 1987. Dal dicembre del 1988, 2.420 famiglie. Nell’agosto del 1997 il campione raddoppia ancora e passa a 5.100 famiglie. Nel 2001 si comincia a misurare anche la televisione digitale e satellitare. Ora c’è il SuperPanel…

I SOCI AUDITEL – Andrea Imperiali di Francavilla sarà presidente dell’Auditel fino al 2020. Imperiali è in carica dal 4 febbraio del 2016, quando prese il posto di Giulio Malgara che quella carica l’ha ricoperta per 32 anni (è stato liquidato con un assegno da 933 mila euro). Nato a Roma nel 1964, Imperiali vanta una lunga esperienza professionale nell’industria della comunicazione, sia in campo italiano che internazionale. È vicepresidente UPA dal 2004 e siede nel consiglio Auditel dal 2009. I soci sono gli utenti e le agenzie di pubblicità rappresentati da Upa (20%, Utenti pubblicità associati), Assocom (11,5%, associazione aziende di comunicazione) e Unicom (1,5%, Unione nazionale imprese di comunicazione); Fieg (1%, Federazione italiana editori giornali); Crtv (3%, Confindustria radio televisioni), Rai (33%), R.t.i e gruppo Mediaset (20,22% più 6,45%), La7 (3,33%, gruppo Cairo communication). Il cda, presieduto da Imperiali, è costituito in totale da 30 consiglieri: 10 Upa, 4 Asscom, 1 Unicom, 6 Rai, 1 Confindustria radio tv, 4 Mediaset-Rti, 1 La7, 2 Sky e 1 Discovery.

LA TORTA DEGLI SPOT – Una società che con le sue rilevazioni stabilisce come i broadcaster debbano dividersi la “torta” di quasi quattro miliardi di pubblicità. E che ora andrà a caccia della “total audience”, tramite la rilevazione “crossmediale” degli ascolti provenienti da diverse piattaforme e devices, al netto di duplicazioni e cercando di fare molta attenzione alla privacy. La visione “multischermo” e “multipiattaforma”, insomma, non avrà più segreti per l’Auditel. E questo anche grazie all’accordo di partnership strategica con il Politecnico di Milano e ad una profonda evoluzione della propria “Ricerca di Base”. Senza contare la collaborazione preziosa di Nielsen e comScore. Quest’ultima, in particolare, fino al 2020 svilupperà per Auditel componenti tecnologiche e tutti i servizi necessari per misurare l’audience dei device oltre la tv tradizionale. E dietro l’angolo c’è un’altra caccia: agli utenti dei nuovi entrati nel mercato dei contenuti audio video, a partire da Facebook, Google, YouTube, Amazon e Netflix. Una “caccia” ancora più difficile…