Editoria. Appello bipartisan del parlamento a Moles: “subito più fondi”

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Foto di congerdesign da Pixabay

È un appello bipartisan quello lanciato ieri da tutte le forze parlamentari al neo sottosegretario all’editoria Giuseppe Moles per chiedere più risorse per il settore editoriale. L’appello, firmato da Luigi Casciello (Forza Italia), Federico Mollicone (Fratelli d’Italia), Daniele Belotti (Lega), Flavia Piccoli Nardelli e Paolo Lattanzio (Partito Democratico), Gabriele Toccafondi (Italia Viva) e Gianluca Vacca (Movimento 5 Stelle), in rappresentanza di tutto l’arco parlamentare, chiede di inserire nel prossimo “Dl Sostegno” e nel “Piano nazionale di ripresa e resilienza” (Pnrr) le misure già approvate lo scorso maggio nella risoluzione della commissione Cultura alla Camera (di cui fanno parte i firmatari dell’appello), “necessarie per dare respiro a un settore che ha perso nel solo 2020 più di 600 milioni di euro”.

Le richieste contenute nell’appello – Le misure in oggetto sono fondamentalmente 3:la prima è di prevedere un credito di imposta per la distribuzione, per garantire un sostegno alla tiratura e alla capillarità della diffusione della stampa in tutta Italia; in secondo luogo introdurre un’agevolazione Iva al fine di prevedere, anche nel 2021, l’applicazione dell’imposta sul commercio di quotidiani e di periodici secondo il medesimo regime applicato nel 2020, in relazione al numero di copie consegnate spedite. Infine, la terza richiesta è di inserire nel Piano nazionale di ripresa e resilienza “una componente specifica relativa al progetto Editoria 5.0 per il pluralismo e la qualità dell’informazione, per contrastare la chiusura di molte imprese editoriali e il rischio di desertificazione del panorama dell’informazione. In particolare il piano dovrebbe prevedere l’istituzione di un Fondo straordinario per interventi a sostegno dell’innovazione dell’editoria, per favorire l’assunzione di giornalisti e il ricambio generazionale, la nascita di nuove imprese editoriali innovative, per il sostegno alla domanda con incentivi agli abbonamenti, per l’informatizzazione delle edicole, per la consegna a domicilio dei giornali”.

Solo così, secondo i parlamentari, si potrebbe risolvere una crisi strutturale che sta investendo le aziende editoriali fin dal 2009. Una crisi segnata dalla riduzione dei ricavi, sia da pubblicità che da diffusione, che la pandemia ha ulteriormente acuito.

Un sostegno, continuano i parlamentari nell’appello, che servirà alle aziende editoriali per poter “investire per la transizione verso il digitale”, “evitare chiusure di testate che impatterebbero sul pluralismo dell’informazione e sulla qualità stessa della democrazia” e “competere con gli Over the top per superare l’aspetto ancora irrisolto del cosiddetto value gap ovvero la presenza di un disallineamento nella distribuzione del valore estraibile dai prodotti digitali tra soggetti che creano i contenuti e soggetti che guidano i processi e i meccanismi attraverso i quali i prodotti vengono distribuiti nei mercati digitali”.

La proroga per i contributi alle scuole – Intanto ieri, attraverso due provvedimenti del Capo dipartimento per l’informazione e l’editoria (Die), sono stati prorogati al prossimo 30 aprile i termini per ottenere i contributi previsti dalla legge di bilancio 2020, a favore delle istituzioni scolastiche statali e paritarie che acquistano giornali e riviste. Contributi destinati a rimborsare (fino al 90% della spesa sostenuta) i costi per l’acquisto di quotidiani, periodici e riviste scientifiche e di settore utilizzati all’interno di programmi scolastici per la promozione della lettura.

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