Editoria. La Fieg chiede misure ad hoc nel Recovery plan. Moles: “Nessuno sarà lasciato indietro”

0
466
Giuseppe Moles, il nuovo Sottosegretario con delega all'editoria - Foto da streaming

“Tutta l’editoria, compresa carta stampata ed emittenza radiotelevisiva locale, ha bisogno di un sostegno vero e reale per uscire dalla crisi causata dal Covid”. Il neo sottosegretario all’Editoria, Giuseppe Moles risponde così, in una intervista rilasciata oggi a Telenorba, alle tante sollecitazioni che arrivano dai diversi comparti del settore. “Sto già studiando – ha preannunciato Moles – una serie di dossier che mi sono piombati addosso e già la settimana prossima avrò una serie di incontri sia con la carta stampata, sia con l’emittenza radiotelevisiva locale perché ritengo che nessuno debba rimanere indietro, tra l’altro abbiamo una occasione fondamentale che è quella di vari fondi a disposizione, come il Recovery, e credo che anche l’editoria debba beneficiare di queste disponibilità”.

Un piano per l’editoria nel recovery plan – Una delle “sollecitazioni” di cui ha parlato Moles riguarda proprio la proposta, arrivata dal Presidente della Fieg, Andrea Riffeser Monti, nel corso di un’audizione alla commissione Affari costituzionali del Senato sul piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), di “un progetto specifico per l’editoria all’interno del Recovery plan”. Una proposta che nasce dalla considerazione della grave crisi portata dalla pandemia nel settore. “Lo scorso anno – ha rilevato il presidente della Federazione degli editori -, stimiamo che i ricavi del settore siano diminuiti di più di 600 milioni come conseguenza della crisi, aggravata dagli effetti della pandemia”. Per questo – ha aggiunto Riffeser Monti – sono necessari interventi e risorse per il settore sui quali è auspicabile l’accordo unanime di tutte le forze parlamentari per la rilevanza che rivestono per il diritto all’informazione dei cittadini”. Secondo la Fieg il piano di investimenti dovrebbe riguardare diversi aspetti: aiutare la transizione al digitale; favorire l’innovazione ed il ricambio generazionale; la consegna a domicilio delle pubblicazioni, con un piano sinergico fra editori, distributori, operatori postali e edicolanti per la creazione di una rete logistica efficiente ed economicamente sostenibile; l’informatizzazione e la modernizzazione delle edicole.

Infine “per la rilevanza e l’importanza del Recovery Plan, che prevede risorse di oltre 200 miliardi di euro, la Fieg – ha concluso Riffeser – sottolinea l’importanza di una campagna di informazione sui giornali, on line e cartacei, per garantire una adeguata ed efficace copertura dell’intero territorio nazionale”.

Soddisfatta la Fnsi – Le prime dichiarazioni d’intenti del neo sottosegretario all’editoria sono piaciute a Raffaele Lorusso, segretario generale della Federazione nazionale della stampa italiana. “Le dichiarazioni del neo-sottosegretario Giuseppe Moles – ha dichiarato Lorusso a Radio Radicale – evidenziano grande attenzione e apertura verso il settore dell’informazione e dell’editoria e lasciano ben sperare nell’avvio a breve di un confronto proficuo”. “Ci sono dossier – ha aggiunto – che il sottosegretario dovrà approfondire e che riguardano una serie di temi su cui è necessario riprendere l’interlocuzione con le parti sociali. L’auspicio è che il confronto possa per prima cosa archiviare una volta per tutte ogni ipotesi di tagli al settore: la semplice idea che si possa mettere mano alle risorse, già esigue, che vengono destinate ai giornali in cooperativa, ai diocesani, alle testate espressione di comunità e territori o a emittenti come Radio Radicale, che svolgono di fatto un servizio pubblico, significa indebolire il pluralismo”.

Per il segretario generale della Fnsi, “mai come oggi abbiamo bisogno di più informazione e di informazione di qualità. E la qualità richiede sostegno pubblico, interventi normativi che diano stabilità al settore, supporto al lavoro dei giornalisti. La qualità ha un costo che va riconosciuto perché l’informazione di qualità è necessaria per la democrazia. Non si tratta di elargire finanziamenti a pioggia, ma di sostenere l’informazione in maniera seria guardando al servizio che viene svolto e all’occupazione che viene creata”.

Approfondimenti