Editoria, l’AIE presenta i dati per il primo semestre del 2021

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Foto di Pexels da Pixabay

L’AIE (Associazione italiana editori) ha presentato stamane i dati del mercato dell’editoria libraria relativi al primo semestre dell’anno, dal 4 gennaio al 20 giugno. Ad illustrare e spiegare i numeri e le statistiche di NielsenIQ è stato, tramite collegamento streaming, il direttore dell’ufficio studi AIE Gianni Perisson, alla presenza del presidente AIE Ricardo Franco Levi.

Ciò che balza subito all’occhio è certamente il consistente trend di ripresa rispetto al medesimo periodo dello scorso anno, inevitabilmente condizionato dai lunghi mesi di lockdown. Già dal primo sondaggio mostrato emerge un accresciuto interesse dei cittadini italiani verso la lettura.  Il 31% degli intervistati ha infatti dichiarato di aver letto di più rispetto al 2020, mentre solamente il 13% ha risposto di aver letto di meno. Un’indicazione questa, che si traduce anche nel volume delle vendite, con un 25% degli intervistati a dichiarare di aver acquistato più libri e solamente il 13% a dire di averne comprati di meno. A confermare ciò arrivano anche i dati veri e propri, con un incremento delle vendite di libri a stampa di ben 15 milioni di copie (+44%) in relazione al primo semestre del 2020 e di 11 milioni di copie (+31%) in relazione allo stesso periodo del 2019. Questo ha generato un incremento di valore di 207 milioni di euro rispetto al 2020 e di 156 milioni rispetto al 2019, nonostante i prezzi medi di copertina dei libri siano calati rispettivamente dell’1,6 e del 2%.

Interessante a questo punto andare a guardare come i diversi canali di vendita abbiano contribuito a produrre questi numeri. Le tre aree analizzate nello studio AIE sono le librerie fisiche, le librerie online e le grande distribuzione organizzata. Come era lecito attendersi, considerando anche il periodo di pandemia, negli ultimi due anni si è osservata una sensibile crescita della quota di mercato dell’online, che nel 2021 copre il 47% delle vendite di libri contro il 34,1% del 2019, con un conseguente calo della percentuale di acquisti nelle librerie fisiche, che passano dal 57,7% del 2019 al 47,8% del 2021. Molto peggio fa la grande distribuzione, la quale deve accontentarsi di un 5,2% sul totale delle vendite, in progressivo ribasso nelle tre annate analizzate.

Nel dare un impulso al rilancio del volume di affari del settore librario è stata importante anche la scommessa fatta dagli editori nel proporre tante nuove pubblicazioni. Rispetto al 2020 l’incremento dei nuovi titoli sul mercato è del 23,5%, passando dai 24.460 nuovi libri a stampa pubblicati lo scorso anno ai 30.219 di quest’anno. Un dato che risulta tuttavia inferiore a quello del 2019, quando le novità erano state 33.424. Quanto ai generi, a registrare i rialzi più consistenti in termini di vendite rispetto al 2020 sono i libri su giochi e tempo libero (+302%),  i fumetti (+214%), i libri di attualità politica (+99%), quelli di critica letteraria (+94%) e le biografie ed autobiografie (+85%). In questo senso, le note positive arrivano dal fatto che le 50 opere più acquistate del semestre rappresentano solamente il 6,9% del totale delle copie vendute ed il 7,7% in termini di valore generato, sintomo del fatto che le vendite stanno interessando non solo i libri “di punta” presenti sul mercato, ma una grande quantità di titoli di diverso genere.

“Il mercato librario in questo momento è come una marea che, alzandosi, solleva tutte le barche” commenta Ricardo Franco Levi, “i risultati che stiamo vedendo non sono affatto casuali: premiano invece l’impegno degli editori e di tutti gli altri soggetti della filiera del libro che hanno continuato a investire e a innovare anche nei mesi più difficili della pandemia e premiano Governo e Parlamento che hanno salvaguardato il settore, in primis consentendo l’apertura delle librerie durante i periodi di lockdown e quindi varando importanti misure di sostegno alla domanda i cui effetti virtuosi sono adesso sotto gli occhi di tutti”.