Editoria. Vola il mercato del libro. Mauri (Gems): “Una crescita simile non si vedeva da 30 anni”

0
163
Stefano Mauri - Presidente gruppo editoriale Gems - Foto da streaming

Il mercato del libro vola, non ha risentito della pandemia, anzi il Covid e le lunghe chiusure hanno ridato agli italiani la voglia di leggere e comprare libri. Lo dicono i numeri del primo semestre presentati dall’Associazione italiana editori a Luglio (Leggi qui l’articolo di AdgInforma.it) e lo conferma Stefano Mauri, presidente e amministratore delegato di Gems, Gruppo editoriale Mauri Spagnol, in una intervista rilasciata al Corriere della Sera. Per Mauri, che è anche vicepresidente delle Messaggerie Italiane, azionista di controllo di Gems, “una crescita simile non c’è mai stata negli ultimi 30 anni”. Lo sviluppo del gruppo, che racchiude 20 marchi editoriali fra i quali Garzanti, Guanda, la Salani di Harry Potter, Corbaccio, Bollati Boringhieri e pubblica 2.500 novità all’anno, è sancito dai dati Nielsen che nel primo semestre di quest’anno hanno rilevato un aumento delle vendite del gruppo del 38,5% rispetto allo stesso periodo del 2019. Un incremento che ha portato Gems ad essere la seconda casa editrice di varia in Italia dopo Mondadori.

Bene il sostegno pubblico, ma deve continuare – Il merito di questa crescita, oltre alla pandemia, Mauri lo attribuisce alle politiche governative di sostegno al settore, come il bonus cultura “che sta funzionando” o la dichiarazione del libro come “bene essenziale” permettendo alle librerie di restare aperte anche durante i vari lockdown. Un sostegno che per Mauri “deve continuare” perché “lo sviluppo dell’editoria è strettamente legato allo sviluppo del Paese. Siamo tra quelli che hanno meno laureati in Europa: investire in ricerca, istruzione e nel sistema scolastico è fondamentale”.

Crescono Podcast e editoria digitale – Lo sviluppo del mercato librario permette anche a società come Gems di investire nella nuova frontiera dell’editoria digitale, rappresentata oggi come oggi soprattutto dai Podcast. È del 27 luglio, si legge nell’articolo a firma di Alessandra Pauto, l’ingresso di Gems con il 30%, in aumento di capitale, in Storielibere, la società di podcast che vede fra gli azionisti Antonio Campo Dall’Orto (18%), ex direttore generale della Rai e presidente di Domani. “Parteciperemo alla gestione con loro, anche i nostri autori produrranno i podcast — dice Mauri —. Siamo entrati in Storlelibere perché i podcast sono più vicini ai libri di quanto possa essere la produzione audiovisiva e il digitale ci interessa enormemente. Porta accessibilità a un pubblico più giovane e siamo convinti che sarà una buona fonte di ricavi”. Per il presidente di Gems, internet ed il digitale “rappresentano il tessuto connettivo che al libro mancava. Consente all’editore di vedere l’impatto di un libro sul pubblico attraverso i social, di relazionarsi con i lettori; all’autore di avere un rapporto diretto con librai e lettori”.

Editori cacciatori di tartufi – Per Mauri, dunque, “gli editori sono sempre più necessari, cacciatori di tartufi. L’idea di Amazon secondo la quale l’editore non serve più è fallita”. “La salute economica e finanziaria dell’impresa è importantissima, necessaria, a tutela dei progetti e di chi ci lavora e siamo perciò molto attenti a questo aspetto — spiega ancora Mauri —. Ma il fine ultimo, la ragion d’essere di una impresa editoriale è trovare quel libro che possa fare la differenza. È la ricerca del prossimo libro che ci fa alzare la mattina”.

Approfondimenti