Elezioni Ordine giornalisti, Carlo Verna: “Governo chiarisca se possiamo votare”

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Il presidente del consiglio nazionale dell'Ordine dei Giornalisti, Carlo Verna.

Circa 107 mila giornalisti, tra pubblicisti e professionisti, saranno chiamati alle urne per rinnovare i consigli regionali e nazionali dell’Odg l’8 novembre in prima convocazione (valida solo se partecipa il 50% degli aventi diritto), il 15 novembre in seconda e il 22 novembre per eventuali ballottaggi. E dovranno farlo recandosi fisicamente alle urne, perché la legge del 1963 non autorizza la categoria a svolgere il voto on-line. In molti da settimane si chiedono se non sia il caso di rinviare questo voto a tempi migliori, ovvero a quando la pandemia di Covid-19 sarà tornata a livelli di contagio non più emergenziali. Sull’argomento l’Ordine dei giornalisti della Lombardia ha persino chiesto lumi al ministero della Giustizia, ma – come si legge nella risposta del 26 ottobre scorso – dovrà essere il consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti, che ha competenza esclusiva in materia, a fare una “valutazione ponderata”. Insomma, la decisione finale dovrà prenderla chi governa la categoria. E AdgInforma.it la domanda l’ha girata al presidente del consiglio nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, Carlo Verna.

“Sono preoccupato per la salute dei colleghi non per la data del voto”, ha premesso Verna. “Ho convocato l’esecutivo per martedì 3 novembre, resta il fatto che il governo deve assumersi le proprie responsabilità come noi ci assumeremo le nostre. Ma non ti dico in che direzione perché sarei manchevole nei confronti dell’esecutivo”. Ma cosa deve chiarire il governo? “Loro hanno un comitato tecnico scientifico che io non ho. Decidano se questo voto si può fare o meno”. In particolare cosa ti aspetti? “Semplice, quando nel Dpcm si parla di stop a convegni e congressi e ad altri eventi, si fa riferimento anche alle assemblee elettorali oppure no? Ma ho l’impressione – ha aggiunto Verna – che ci sono decisioni in questa legislazione emergenziale che governo e amministratori locali hanno già preso. Non riesco a capire perché non sono più espliciti e non tirano le somme”. A che ti riferisci? “Ti faccio un esempio. Il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca vieta di spostarsi tra le province. Noi in Campania abbiamo seggi collocati a Napoli, Salerno e Avellino. Come faranno i giornalisti di Caserta e Benevento a recarsi a votare?”. Ho capito, si va verso un rinvio. “Ripeto, aspettiamo che il governa chiarisca. Se decidono per il rinvio delle assemblee elettorali lo devono fare esplicitamente per legge. Solo così mi mettono nelle condizioni di poter governare l’Ordine”. E se il governo non chiarisce? “Siamo fiduciosi che non dovremo essere noi a prendere una decisione, ma siamo comunque pronti a prenderla. Anche perché ci sono impedimenti di fatto e di diritto…”

Certo il voto elettronico – come per Inpgi, Casagit e Fondo complementare – avrebbe risolto tutto considerando anche la bassa affluenza degli anni precedenti. “Anche quello – ha ricordato il presidente dell’Odg – deve essere autorizzato dal legislatore. E poi bisognerà avviare una procedura ad hoc, siamo un ente pubblico e servirà una gara d’appalto”. È una situazione complicata e piena di polemiche. “L’unica cosa che mi sento di dire, al termine di questo mio mandato, è che l’Ordine dei giornalisti così com’è, con queste leggi, non può funzionare. L’ho detto in tutte le sedi. Serve una riforma seria”. E almeno gli esami orali dell’Ordine dei giornalisti previsti a partire dal 3 novembre si faranno? “Sì, non sono vietati e quindi si faranno, abbiamo anche affittato un’altra sede per garantire il distanziamento. Nove candidati al mattino e nove al pomeriggio”.

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