Obama vince anche grazie a pubblicità online e comunicazione non verbale

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obama romneyObama  si riconferma alla Casa bianca per altri quattro anni. Una vittoria netta, arrivata al termine di una campagna elettorale tiratissima, e raggiunta grazie anche a tanti piccoli particolari che alla fine hanno fatto la differenza. Grande importanza, come in tutte le campagne elettorali, hanno avuto la comunicazione e la pubblicità. Nel testa a testa tra Romney e Obama ha contato molto, tra le altre cose, la comunicazione non verbale. Un aspetto importante, capace di convincere alcuni elettori indecisi lo ha avuto la comunicazione fatta di gesti, di non detto, di espressioni. Due stili “non verbali” molto diversi quelli dei due contendenti. Romney si è presentato come rassicurante, un po’ rigido, e comunque attendo a mostrarsi sicuro e deciso. Obama ha riproposto, invece, una fisicità leggera ed elegante che ha colpito molto gli americani durante la campagna elettorale di quattro anni fa. Barack è apparso più emotivo, ma comunque fiero e deciso. Il suo sguardo è stato fisso e serio e, allo stesso tempo, un po’ visionario. La sua gestualità ha trasmesso agli elettori tranquillità. Romney è stato un po’ più goffo, ma si è presentato come un “padre”, come uno che vuole dare struttura. La sua gestualità ha manifestato sicurezza e voglia di riuscita. Altro aspetto importante della campagna elettorale è stata la pubblicità, su cui i due candidati hanno investito molto. In particolare per vincere le elezioni i due contendenti hanno speso tantissimo in pubblicità online: il 251% in più rispetto alle elezioni del 2008. A credere di più in questo strumento è stato Obama, che ha speso 52 milioni di dollari solo per gli ads (le inserzioni pubblicitarie online). Quasi il doppio di Romney che ha investito in pubblicità su internet più di 26 milioni. I candidati si sono entrambi rivolti ad agenzie specializzate, le migliori su piazza. In ogni caso gli investimenti online rappresentano ancora una piccola parte della spesa totale. Secondo gli analisti, lo staff del presidente avrebbe speso per la seconda parte della campagna un totale di 345 milioni di dollari, mentre Romney ne avrebbe investiti quasi 229. Altro dato interessante è la classifica delle lobbies che più hanno contribuito alle campagne dei due contendenti. A contribuire di più per la rielezione del presidente è stata l’industria della comunicazione e dell’high tech, con Google e Microsoft tra i sostenitori più generosi. Mentre a foraggiare di più Romney sarebbe stato il mondo finanziario: Goldman Sachs e JP Morgan in prima fila