Cinema: esercenti e distributori invocano la riapertura delle sale

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Foto di Holger Langmaier da Pixabay

È una voce univoca, quella con cui le associazioni dei distributori cinematografici (Anica), quelle degli esercenti (Anec e Acec) e la Federazione dei cinema d’essai (Fice), si sono rivolti al premier incaricato Mario Draghi, per riaprire cinema e teatri il più presto possibile.

Il 5 Marzo scade l’ultimo Dpcm dell’ormai ex premier Giuseppe Conte e le associazioni di settore tutte insieme chiedono di sfruttare questa occasione per ridare ossigeno alla cultura. “I rappresentanti delle istituzioni, artisti e professionisti dell’industria e soprattutto il pubblico delle sale – si legge in un comunicato congiunto – hanno manifestato a gran voce nelle ultime settimane, con ogni strumento a disposizione, l’improrogabile desiderio di tornare a condividere cultura e spettacolo nei luoghi deputati, uscendo dal confinamento domestico dopo mesi e mesi di limitazioni e facendo finalmente ripartire un’industria essenziale per il benessere economico, occupazionale e psicofisico della nazione”.

Le associazioni impersonate dal presidente ANEC, Mario Lorini, hanno voluto ringraziare il ministro della Cultura uscente Franceschini “per il sostegno fondamentale garantito alle imprese e ai lavoratori in questi mesi di chiusura, consentendo di sopravvivere ad uno dei periodi più bui mai conosciuti”, ma allo stesso tempo chiedono al governo entrante “di condividere con convinzione l’esigenza di tornare ad assaporare al più presto l’emozione unica di un film su grande schermo attraverso misure di ampio respiro, non circoscritte nel tempo, tali da riavviare i motori di un’industria in ginocchio e da consentire al pubblico un riavvicinamento graduale verso quella normalità che soltanto la campagna di vaccinazione in corso consentirà di ritrovare”.

Riaprire i cinema e i teatri si può, nel rispetto “delle misure di sicurezza e prevenzione” sostengono gli esercenti cinematografici. “Le linee guida fissate lo scorso maggio con le Autorità sanitarie – prosegue il comunicato -, identificano le sale cinematografiche come luogo sicuro, senza aver rilevato alcun contagio diretto conclamato, grazie all’adozione di misure per la gestione del pubblico e degli ambienti che si sono rivelate efficaci e sostenibili”. Ora starà al nuovo governo guidato da Mario Draghi decidere se dare seguito a questa richiesta o meno.

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