Eurovision 2022, è già battaglia tra le città italiane

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Maneskin, foto da streaming

Il trionfo dei Maneskin all’Eurovision Song Contest ha portato in dote all’Italia il diritto di ospitare la prossima edizione della seguitissima kermesse canora continentale. Ciò che si profila all’orizzonte è perciò un imponente impegno organizzativo per realizzare uno show su cui saranno puntati gli occhi dei telespettatori europei e non solo. In questo senso grande importanza avrà ovviamente la sede che sarà scelta per la manifestazione, elemento non di poco conto, considerata la necessità di avere spazi, infrastrutture e collegamenti adeguati ed efficienti. I grandi costi richiesti per mettere in scena una manifestazione di questo tipo non sono certamente modesti. Tuttavia le edizioni passate svolte negli altri Paesi hanno dimostrato la possibilità di avere un ritorno economico, anche in termini di turismo, da non sottovalutare.

Al netto di questo, già diverse città italiane hanno mostrato interesse ad ospitare l’evento. Per il momento tra le più decise sembrano esserci grandi metropoli come Milano, Torino e Bologna, ma anche centri più piccoli come Sanremo, Pesaro o Matera, che per distinti motivi potrebbero rappresentare comunque soluzioni di rilievo. Dell’argomento ha parlato, in un’intervista pubblicata da Giorno Milano Metropoli, l’architetto e designer Claudio Santucci, colui che ha creato le scenografie per l’esibizione dei Maneskin sul palco della Ahoy Arena di Rotterdam. Facendo una panoramica delle possibili alternative al momento in campo, Santucci sottolinea che “il PalaOlimpico di Torino ha tutte le carte in regola: è l’arena italiana più nuova, la più bella. Anche se è completamente bianco e basta un po’ di luce per togliergli un po’ di magia, si tratta di un dettaglio che vediamo solo noi addetti ai lavori”. Quanto invece al Forum di Assago (Milano), “è un po’ meno capiente, ma ha tutte le caratteristiche necessarie, a cominciare dalla solidità del tetto a cui vanno appese le strutture, spiega, “il Forum ha tra l’altro il vantaggio di avere accanto il Teatro Repower che potrebbe ospitare l’enorme media center Eurovision”. Altro impianto papabile è poi la Unipol Arena di Casalecchio di Reno, nel bolognese, la più capiente d’Italia (13.500 spettatori) sulla quale l’architetto commenta: “dal punto di vista tecnico il palasport di Casalecchio di Reno è forse il migliore che abbiamo, con attorno grandi spazi dove realizzare le strutture di supporto”.

Situazione più complessa invece, quella di Roma, che parrebbe tuttavia essere la sede preferita dalla Rai. In caso la scelta ricada sulla Capitale, la struttura in cui svolgere l’Eurovision sarebbe molto probabilmente lo storico PalaEur di Piazzale Nervi, sulla cui adeguatezza ad ospitare un evento del genere sorgono però al momento molti dubbi. “È l’impianto più vecchio (1958) ed ha una struttura circolare, quindi limitante, e un soffitto che non consente di appendere carichi sospesi” così Santucci, “potrebbe rappresentare l’occasione per un Eurovision fuori dai canoni, ma bisognerebbe vedere cosa ne pensa l’European Broadcasting Union, organizzatrice della manifestazione”. Possibile quindi che si cerchi una strada alternativa, come ad esempio la costruzione di un tendone “come quello montato a Tor Vergata nel 2004 per gli MTV Europe Music Awards”.

Detto delle grandi città, sono già arrivate auto-candidature anche da luoghi che, perlomeno sulla carta, sembrerebbero meno attrezzati per accogliere un evento così imponente. Tra questi c’è Matera, la quale, forte dell’esperienza come capitale europea della Cultura del 2019, vuole tentare il colpaccio e battere la concorrenza delle metropoli. “Abbiamo già dimostrato di saper organizzare grandi eventi” ha dichiarato all’Agi l’assessore comunale alle Attività Produttive  Giuseppe Digilio, “siamo consapevoli delle difficoltà organizzative, ma siamo altrettanto pronti alla competizione, abbiamo molti spazi da riallestire per consentire all’evento di svolgersi al chiuso. Puntiamo tutto sulla bellezza dei nostri luoghi, unici al mondo”.

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