Fabio Fazio: La Rai non può escludere deve includere

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“Vorrei rassicurare il pubblico, il nostro programma racconta il Paese da 16 anni. Le televisione secondo me, in particolare quella pubblica, non può escludere deve includere. E poi ciascuno si farà la propria opinione rispetto a quello che ascolta”. Con questa premessa Fabio Fazio ha introdotto domenica sera la contestata intervista (dalla Lega, e non solo) al sindaco di Riace, Domenico Lucano, durante il programma “Che tempo che fa” in onda su Rai1. “E ovviamente – ha aggiunto riferendosi in particolare a Matteo Salvini – è già stato detto ma lo ribadisco. Va da sé che abbiamo inviato più volte, come gli stessi interessati hanno detto, i ministri di questo governo. Qualora decidessero di accettare il nostro invito, sono sempre i benvenuti”.

Quindi è andata in scena l’intervista e Lucano ha raccontato quello che a lui non piace definire “modello Riace”. L’ingrediente principale è l’“accoglienza spontanea, un’accoglienza dolce” – l’ha definita Mimmo. Un modo “per dare un futuro ai migranti e alle terre spopolate del sud contraddistinte dalla rassegnazione sociale”. Un’accoglienza che ha dato ai migranti le case disabitate, che ha trasformato cantine in negozi di artigianato, che ha visto nascere un asilo multietnico, e che ha promosso una raccolta differenziata con i muli. Un modo – ha spiegato un commosso Lucano – per “ricostruire una comunità globale, una geografia umana bellissima, perché è possibile tutta un’altra storia”. Quindi una stoccata alla politica. Oggi “immigrazione è uguale dramma – ha spiegato Lucano – si costruisce propaganda e consenso elettorale. Ma se quest’accoglienza è possibile a Riace è possibile dappertutto. Ci siamo sforzati di essere normali. È normale avere un impulso di sensibilità quando c’è qualcuno vicino a te che ti chiede essere aiutato. Quando si condivide un ideale nasce entusiasmo e lo sconforto si supera. E poi c’è stato un fiume di solidarietà, una cosa straordinaria. Condividiamo l’idea di un mondo diverso, una differente umanità. Voglio tornare a Riace”. “Noi – ha concluso Lucano – siamo ciò che incontriamo”.

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