Fabrizio Salini: con Foa “rapporti freddi. Con momenti di scontro anche aperto”

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L'amministratore delegato della Rai, Fabrizio Salini. Foto Ufficio stampa Rai.

È tempo di scatoloni al settimo piano per Fabrizio Salini. È stato amministratore delegato della Rai per tre anni e la prima cosa che ribadisce, nella sua quinta e ultima intervista con un quotidiano dell’intero mandato, è che “tre anni per fare l’amministratore delegato della Rai sono pochi. Non chiudi un ciclo. Non fai in tempo a capire dove sei, che è già finita”. Una chiacchierata davvero godibile su Il Foglio con Salvatore Merlo. Prima le cose brutte. I rapporti “freddi. Con momenti di scontro anche aperto” col presidente Rai Marcello Foa. O il suo piano industriale “rimasto a metà” e che ora consiglierà a Carlo Fuortes di portare a termine: “La Rai non deve più ragionare pensando ai contenuti per ciascuna delle sue reti, ma deve ragionare in termini più moderni. E diventare una media company”. Quindi i fiori all’occhiello della sua gestione: i Maneskin a Sanremo; Fiorello a RaiPlay; Lundini su Rai2; le prime fiction in streaming; Stefano Bollani in prime access; Serena Bortone e Alberto Matano nel pomeriggio di Rai1; e Maria Giovanna Maglie tenuta fuori dai cancelli di Viale Mazzini. E ciliegina sulla torta la sola telefonata che gli è giunta in queste ore dal Palazzo: “Solo Di Maio. E mi ha fatto piacere. Una telefonata di commiato, che ho trovato – la chiosa di Salini – anche formalmente corretta”.

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