Fabrizio Salini saluterà la Rai con un passivo di 23 milioni

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Giungono buone notizie dal settimo piano di Viale Mazzini. Hanno appena rifatto i conti sul 2020 e, nonostante il perdurare della pandemia, si va riducendo il passivo di bilancio. Inizialmente al settimo piano stimavano una chiusura d’anno a -65 milioni; poi l’aggiustamento a -43 milioni (di cui ha dato conto anche il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, in commissione di Vigilanza); infine le ultime carte – visionate da AdgInforma.it – raccontano di una chiusura di bilancio 2020 a quota -23 milioni. Un passivo contenuto in tempi di covid, con cui questo cda – che va in scadenza proprio in primavera con l’approvazione del bilancio 2020 – saluterà Viale Mazzini per lasciare l’arduo compito di chiudere il 2021 – anno in cui saranno a bilancio i diritti tv per i grandi eventi sportivi (europei di calcio e Olimpiadi) con impatto per oltre 120 milioni – ai nuovi “inquilini”.

TAGLIO AI CACHET – Nonostante la frenata della pubblicità (561 milioni contro i 626 del 2019) e la frenatina dei canoni speciali (quelli pagati dalle attività commerciali registrano un -25 milioni), la Rai è dunque riuscita a fare economia. E la voce che salta agli occhi è quel miglioramento – per 31 milioni in pochi mesi – nella voce “costi esterni per beni e servizi” (in totale -920 milioni). In particolare alleggerite le spese per i cachet artisti (taglio lineare del 15%), riduzione per le spese in trasferte, produzioni programmi e costi staff. Preoccupa invece l’indebitamento verso le banche che nel 2020 si dovrebbe attestate a quota -590 milioni

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