Facebook dà battaglia ad Apple. La posta in gioco? I dati degli utenti. (AGGIORNATO)

0
847
Foto by Alexandr Bormotin on Unsplash

[AGGIORNAMENTO 22 DICEMBRE 2020]

Si inaspriscono i toni della battaglia di Facebook contro Apple sulle modifiche previste per iOS 14. L’ultima pagina pubblicitaria acquistata recita “Apple vs. the free internet” (Apple contro internet libero) e lo stesso messaggio viene mostrato con un pop-up a tutti gli utenti della Business Suite di Facebook, con l’invito a “diffondere il messaggio”.

“Come i cambiamenti di Apple potrebbero limitare significativamente i tuoi sforzi di marketing”, titola il pop-up. E prosegue: “A giugno, Apple ha annunciato dei cambiamenti di prodotto e policy che colpiranno la condivisione dei dati via iOS. I cambiamenti proposti avranno un impatto considerevole sul modo in cui potrai creare campagne pubblicitarie, misurare le performance e interagire con i tuoi clienti, e questo danneggerà anche la crescita del tuo business e l’internet libero”.

E in un periodo in cui le piccole e medie aziende sono già alle prese con notevoli sfide, rileva Facebook, un simile cambiamento potrebbe essere devastante. Una battaglia onorevole, certo, non fosse per le modifiche all’algoritmo ripetutamente perpetrate da Facebook e che hanno reso quasi impossibile per le pagine business raggiungere organicamente i propri pubblici. Per questa ragione, scrive Social Media Today, sarebbe importante che Facebook, anziché limitarsi a criticare i cambiamenti di Apple, allentasse il proprio algoritmo per rendere più semplice alle piccole e medie aziende raggiungere i propri fan, soprattutto in un momento di difficoltà come quello che stanno attraversando.

[ARTICOLO DEL 18 DICEMBRE 2020]

“Quando gli elefanti combattono è sempre l’erba a rimanere schiacciata”, dice un proverbio africano. E sembrerebbe proprio il caso della “guerra” a suon di pagine stampa mossa da Facebook contro Apple. Sembra quasi surreale leggere su Bloomberg che il gigante di Palo Alto ha attaccato le modifiche alla privacy di Apple utilizzando una buona vecchia e analogica pagina pubblicitaria uscita sia il 16 che il 18 dicembre su una serie di quotidiani, precisamente The New York Times, il Washington Post e il Wall Street Journal.

Ma perché Facebook ha deciso di muovere guerra a Apple? Il pomo della discordia sarebbero i cambiamenti relativi alla privacy di iOS 14, che minerebbero l’efficacia delle inserzioni delle piccole e medie aziende (da quanto si legge sulle pagine pubblicitarie), in quanto limiterebbero la possibilità di utilizzare la personalizzazione e quindi la capacità di raggiungere efficacemente i propri clienti.

“In Facebook, le piccole aziende sono al centro”, recita la pagina pubblicitaria. “Oltre 10 milioni di aziende utilizzano i nostri strumenti pubblicitari ogni mese per trovare nuovi clienti, assumere dipendenti e interagire con le proprie communities. (…) Il quarantaquattro per cento delle piccole e medie aziende hanno iniziato o aumentato il proprio utilizzo delle inserzioni personalizzate sui social media durante la pandemia, secondo uno studio di Deloitte. Senza le inserzioni personalizzate, le proiezioni di Facebook mostrano che il piccolo inserzionista vedrà ridursi in media del 60% gli introiti per ogni dollaro speso”.

Dal punto di vista degli utenti, gli aggiornamenti iOS andrebbero a semplificare il documento che spiega come i nostri dati vengono raccolti, gestiti e utilizzati, e analoga semplificazione e trasparenza è stata richiesta a tutti gli sviluppatori di app per iOS: gli sviluppatori che non comunicheranno chiaramente agli utenti quali dati vengano raccolti, come vengano immagazzinati e soprattutto con quali finalità vengano utilizzati. Secondo Facebook, questa modifica limiterebbe la capacità di aziende come Facebook di raccogliere i dati degli utenti e indirizzare loro adv personalizzate, permettendo agli utenti di negare il consenso.

Un bel problema, per un’azienda come Facebook che vive sui dati che 2,8 miliardi di utenti al mese le lasciano. Palo Alto accusa persino Apple di “condotta anti-concorrenziale”, in quanto rimuoverà dall’App Store qualsivoglia applicazione che non si adegui alle nuove linee guida e ha il controllo totale non soltanto delle app e del “negozio virtuale” per scaricarle, ma anche dei dispositivi su cui installarle.

Apple controbatte – ovviamente – sostenendo che il proprio obiettivo è tutelare gli utenti: “L’App Tracking Transparency di iOS 14 non chiede a Facebook di alterare il proprio approccio al tracciamento degli utenti e la creazione di inserzioni personalizzate” si legge su Bloomberg, che riporta il commento di una portavoce di Apple. “Semplicemente viene loro richiesto di dare una scelta agli utenti”.

Facebook contro Apple sarebbe quindi lo scontro fra due paladini di opposte fazioni: semplificando al massimo, aziende contro utenti. Come potrebbe cambiare il panorama della rete a fronte dei cambiamenti di Apple? L’ultimo in ordine temporale a ricordarci che “se non lo paghi, il prodotto sei tu” è il film Netflix “The Social Dilemma”, ed è sufficiente dare un’occhiata alla nuova “Privacy Label” che App Store ha lanciato questa settimana per renderci conto dell’immenso patrimonio che ogni utente cede a Facebook scaricando l’app sul proprio telefono:

Una cosa è certa: la battaglia fra Facebook e Apple è destinata a durare a lungo, e forse la maggior parte degli utenti neanche se ne accorgerà. Quanti sono quelli che effettivamente leggono i fogli informativi sulla privacy e sull’utilizzo dei dati personali prima di cliccare su “accetto”?